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Nella rubrica Sapore di poesia incontriamo oggi Virgilio, presenza essenziale del viaggio dantesco. La poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia» non ne definisce la funzione e non ne interpreta il significato: lascia sulla pagina pochi segni — una voce, un passo, una mano, un’ombra — e si arresta.

Virgilio

voce nel buio
passo sulla pietra

ombra vicina
mano sul muro

strada davanti
luce tra i rami

silenzio

una mano
lascia
la soglia

Commento

Virgilio affiora attraverso pochi elementi concreti: la voce, il passo, l’ombra, la mano, la strada e la luce. Il testo non racconta il viaggio e soprattutto non stabilisce che Virgilio debba essere letto come simbolo della ragione, della guida o del magistero.

Il verso isolato, «silenzio», segna l’arresto prima della terzina conclusiva. «una mano / lascia / la soglia» presenta un gesto senza spiegarlo: non viene detto chi lasci, perché lo faccia o che cosa vi sia oltre.

La poesia termina lì. Il gesto resta sospeso e ciò che può affiorare da quella mano e da quella soglia appartiene al lettore.

Per contatti: zv.bolciani@liguria2000news.com

Zeno V. Bolciani
Sabato 5 aprile 2025 – Anno XIX