image_print

Il punto della prof Antonietta Benagiano

Sul pianeta, fortuito per coloro che non sono credenti, dove ebbe nel remotissimo tempo origine la vita, nessun soggetto, secondo il poeta e drammaturgo belga Maurice Maeterlinck, stringe con sincerità alleanza con l’altro, pur sentendo di essa necessità. Pertanto anche fra gli Stati, nelle alleanze degli uni contro gli altri, latitante è la sincerità, conviene quindi stare all’erta.

Ricordiamo l’ammonimento di Lev Tolstoj: “L’alleato va sorvegliato come un nemico”. Millenaria è poi l’alleanza fra popoli dell’Occidente del globo e tra quelli dell’Oriente, ciò sin dalle età mitiche, come si evince anche dall’Iliade di Omero. Il gioco delle alleanze diventa ancor più presente quando ci sono guerre in corso, come in questo tempo con i conflitti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina. Ci riferiamo ai più rilevanti. Israele, unico Stato considerato occidentale in un contesto orientale, cui sono andati da sempre molto incontro soprattutto gli Usa, sembra vedere, almeno all’apparenza, ridimensionata la sua storica alleanza per i comportamenti nefasti del Presidente israeliano Netanyahu nella Striscia di Gaza. Pertanto, la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto sia per Netanyahu, che sta proseguendo la mattanza con già 35mila civili palestinesi uccisi (e dichiara che non si fermerà), sia per Yahya Sinwar, leader di Hamas, responsabile della strage israeliana dello scorso 7 ottobre 2023.

E c’è anche chi pensa che sia stata da Hamas voluta la strage per far cadere nella trappola Israele con una ritorsione che potrebbe stravolgere la situazione. Orribile solo a dirsi, ma non impossibile. Intanto Cina e Russia bussano all’Iran per fermare la bomba atomica di Teheran; dall’Iran, però, la Russia riceve i droni che le servono contro l’Ucraina. Il caso, fortuito o voluto, aggiunge altro lo scorso 19 maggio: improvviso lutto di cinque giorni a Teheran per la morte del Presidente Ebrahim Raisi nello schianto dell’elicottero, e insieme festeggiamenti di quanti non tollerano gravi restrizioni alla libertà. Speranza è che tutto si volga per il meglio. Mosca, Teheran, la Corea del Nord e Pechino sono contro l’Occidente. La Cina continua ad andare avanti, non rallenta gli affari e sta pian piano assoggettando tutta l’Africa dimostrandosi generosa coi debiti di tanti Stati africani. Dall’altra parte l’Ucraina, per resistere, ripetutamente bussa agli Usa, a Gran Bretagna e Ue. Questua di Stati.  Del resto gli esseri umani sono tutti questuanti, non solo coloro che si trovano nella necessità di chiedere aiuto per sopravvivere alle situazioni drammatiche in cui personali scelte o il -diciamo- caso li ha fatti piombare. Non sono soltanto costoro.

C’è forse qualcuno infatti che, pur non mancando di beni materiali, non abbia necessità, a esempio, di un sorriso, di uno sguardo d’affetto? Siamo in ciò distanti dall’AI, dalle nostre creazioni robotiche che in ogni altro ambito ci superano. Non vogliamo, però, qui riferirci ad anime che chiedono comprensione ad altre anime (in questo tempo di latitanza dell’anima, sembra essere, al di là di ogni altra considerazione, fuori luogo), scendiamo a un piano più basso, quello dei questuanti come richiedenti la materia di cui hanno bisogno. Sono ovunque in preoccupante crescita esponenziale.

E anche coloro che reggono gli Stati si vedono spesso costretti ad essere questuanti, accade per carestie e sconvolgimenti naturali, accade soprattutto per guerre e quanto viene come conseguenza delle stesse. Dato inoltre che delle guerre gli esseri umani sembrano non considerarsi responsabili, tanto vale ritenerle, come sosteneva Democrito, frutto del caso e della necessità, al pari di ogni altra cosa. Difficile poi ottenere senza adulare, senza porre in atto un gesto che possa soddisfare la vanità di colui al quale si chiede, senza dare anche quanto rientra in un frutto relativo al business sotto ogni aspetto. Il do ut des è legge da sempre, e chi dà spesso prende molto di più di chi riceve, particolarmente se sottrae autonomie.

I vertici degli apparati statali d’Occidente e d’Oriente sono ormai da tempo ancor più in movimento, e non solo degli Stati leader come Usa-Gran Bretagna Cina Russia Ue India e Iran, anche di tutti gli altri al seguito. Una girandola di vitalità e di energia che speriamo diventi anche di pace. Vittime della guerra sono sempre più i civili, e la guerra, a detta di Annah Arendt, filosofa che Israele ha per lungo tempo ostracizzata, “non restaura diritti, ridefinisce poteri”.
Ritratto immaginario di Omero (da Wikipedia)
 (Antonietta Benagiano)