I Promessi sposi di Zeno (poesia)
- 6 Agosto 2025
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Per «Sapore di poesia» proponiamo I Promessi sposi del Manzoni secondo la poesia ermetico-moderna di soglia. Versi di 1–4 parole, impersonalità del “si”, punteggiatura minima. La metrica è di blocco: endecasillabo come respiro complessivo, non gabbia del verso. Non trama né personaggi: icone-soglia che condensano il romanzo. Lago, strada, pane, peste, svolta, casa: un alfabeto essenziale. Il blocco centrale (5 versi) ospita la prova: fame, disordine, contagio, guida. Il tempo è sospeso: fotogrammi uniti dal bianco più che dalla punteggiatura. Lessico quotidiano e rigoroso. La promessa resta: non cronaca di nozze, ma figura di compimento. Finale aperto: una casa che si forma, non una morale spiegata.
I promessi sposi
Lago che stringe
si chiude la via
promessa sospesa
strade in tumulto
si cerca il pane
segni di peste
filo che guida
alba più quieta
tempo che placa
si forma la casa
promessa compiuta
Commento
Il lago «stringe»: non paesaggio, ma condizione iniziale di chiusura. «Si chiude la via» sostituisce minacce e intrighi con un gesto impersonale. «Promessa sospesa»: il nucleo affettivo resta, ma senza nomi propri. Nel centro esplode la storia: «strade in tumulto», disordine della città. «Si cerca il pane»: fame che diventa figura sociale e morale. «Segni di peste»: icona collettiva, non cronaca medica. «Filo che guida»: la provvidenza è detta in minima, accessibile a tutti. «Alba più quieta»: non trionfo, ma tregua, passaggio. La misura d’endecasillabo di blocco tiene insieme le icone. Lessico quotidiano, preciso: parole-pietra, senza orpelli. Tempo sospeso: fotogrammi uniti dal bianco più della punteggiatura. «Si forma la casa»: il compimento è relazione e luogo, non epilogo narrato. «Promessa compiuta» chiude senza didascalie: atto aperto alla lettura. Rifrazione simbolica del romanzo nell’oggi, fedele alla Carta.
Zeno V. Bolciani
Mercoledì 14 luglio 2025 – Anno XIX




















