Poeti del Cenacolo Symbol 2000: Giuseppe Grieco
- 13 Marzo 2020
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Giuseppe Grieco: dalla parola distesa alla «soglia»

Il Cenacolo Ligure-Ponentino Symbol 2000 è stato formalmente costituito ad Albenga il 2 giugno 2004, dopo un’esperienza di incontri avviata fin dai primi mesi dell’anno Duemila.
Legato alla tradizione poetica ligure del Novecento, il Cenacolo rivolge particolare attenzione al paesaggio, ai luoghi, alla memoria, agli affetti e alle figure umane della Liguria di Ponente. La sua ricerca si sviluppa dalla poesia lirico-descrittiva a una forma più scarna e concentrata, fino alla poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia», fondata sulla sottrazione, sulla sospensione e sull’affioramento del senso.
Giuseppe Grieco
Giuseppe Grieco, nato a Bari nel 1953, vive dal 1960 ad Albenga, nella Liguria di Ponente. Attore, autore teatrale, commediografo e poeta, dirige la compagnia teatrale Mare Tempestoso. Scrive poesie dal 1989 ed è tra i fondatori del Cenacolo Symbol 2000.
Nella sua produzione convivono due modalità espressive. La prima è lirico-descrittiva e narrativa: il sentimento, il ricordo, il paesaggio e la riflessione civile vengono sviluppati attraverso una parola distesa e discorsiva. La seconda appartiene alla poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia»: il racconto arretra, l’io si riduce e il significato viene affidato a pochi segni concreti.
La consuetudine con il teatro si avverte nella forza delle presenze, dei gesti e delle immagini. Sulla scena la parola diventa voce e azione; nella poesia può invece contrarsi fino a lasciare soltanto un volto, un passo, una campana o un oggetto. Il legame fra le due forme non annulla la loro autonomia, ma rivela una comune attenzione alla parola e al suo potere evocativo.
Le quattro poesie qui presentate permettono di seguire con particolare chiarezza questo duplice percorso. L’amore impazzito e Antico borgo marinaro rappresentano rispettivamente il versante sentimentale e quello paesaggistico della poesia lirico-descrittiva e narrativa. Schegge antiche e Passo di sera riprendono gli stessi nuclei, sottoponendoli alla sottrazione e alla sospensione proprie della poesia «di soglia».
L’AMORE IMPAZZITO
(poesia lirico-descrittiva e narrativa di carattere sentimentale)
Non avrei mai e poi mai immaginato
che dopo anni la tua vista e il tuo bacio
avrebbero saziato i miei occhi e la mia bocca
a tal punto da spingersi in su
e raggiungere la mia mente
e là dentro scorazzare impazziti
a rimuovere schegge di vita
d’un amore infinito.
Giuseppe Grieco
Nota di lettura
L’amore impazzito sviluppa apertamente il ritorno di un sentimento che il tempo non ha cancellato. La vista e il bacio raggiungono dapprima gli occhi e la bocca, quindi salgono verso la mente, dove acquistano un movimento quasi autonomo. L’immagine delle «schegge di vita» introduce la memoria come materia insieme dolorosa e vitale. La conclusione dichiara senza reticenze la persistenza di un amore percepito come infinito.
ANTICO BORGO MARINARO
(Laigueglia – poesia lirico-descrittiva e narrativa di paesaggio)
Antico borgo marinaro
ogni volta che ti vengo a salutare
la gioia ho nel cuore.
Un incanto, un amore sei tu.
Passeggiare per le tue stradine
ti rende semplice, tenero.
Suona la campana
della vecchia chiesa barocca.
Sei prigioniero e sorridi
tra il verde della collina
e l’azzurro del mare;
i pescatori e i gozzi son pronti
e al lavoro vanno.
A sera, io forestiero,
ti guardo ascoltare il mare.
M’incammino tra luci di lampioni
e passo dopo passo m’allontano
ti lascio e ti chiamo:
ciao antico borgo marinaro.
Giuseppe Grieco
Nota di lettura
Antico borgo marinaro costruisce un ritratto affettuoso di Laigueglia attraverso le stradine, la chiesa barocca, la collina, il mare, i pescatori e i gozzi. Il borgo viene direttamente interpellato e assume quasi i caratteri di una persona amata. Nella parte finale la luce del giorno cede ai lampioni e il poeta si riconosce «forestiero». L’allontanamento trasforma così la descrizione del luogo in sentimento della distanza.
SCHEGGE ANTICHE
(da L’amore impazzito – poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia»)
occhi sazi
bocca accesa
schegge antiche
nella mente
un bacio
ritorna
oltre gli anni
l’amore
scorre
ancora
Giuseppe Grieco
Nota di lettura
Schegge antiche conserva il nucleo sentimentale di L’amore impazzito, ma elimina il racconto e ogni spiegazione. Dagli occhi e dalla bocca il movimento passa alle schegge della memoria; da queste riaffiora il bacio. Il verso isolato «oltre gli anni» costituisce il punto di sospensione e prepara la chiusa. L’amore non viene definito né commentato: continua a scorrere e la sua persistenza resta affidata all’immagine.
PASSO DI SERA
(da Antico borgo marinaro – Laigueglia – poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia»)
strade strette
campana antica
gozzi sulla riva
reti al vento
la collina
trattiene il mare
a sera
un passo
si allontana
Giuseppe Grieco
Nota di lettura
Passo di sera riduce il ritratto di Laigueglia ad alcuni segni concreti: le strade, la campana, i gozzi, le reti, la collina e il mare. L’io scompare e il legame affettivo non viene più dichiarato. La collina che «trattiene il mare» concentra per un istante il paesaggio; il verso isolato «a sera» ne segna il mutamento. Nella chiusa resta soltanto un passo che si allontana, senza spiegare il distacco.
Zeno V. Bolciani
poeta, critico letterario, saggista e curatore editoriale
Venerdì 13 marzo 2020 – Anno XIV




















