Corte Suprema Usa contro Trump: ius soli resta in vigore. Il presidente: “Serve una nuova legge”
- 1 Luglio 2026
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(Adnkronos) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inferto un nuovo duro colpo al presidente Donald Trump, bloccando il tentativo di abolire lo ius soli automatico per i figli degli immigrati privi di documenti o con visti temporanei.
“La Corte Suprema ha confermato il diritto di cittadinanza per nascita, il che è un male per il nostro Paese, ma possiamo facilmente rimediare al Congresso attraverso una legge” ha scritto il presidente americano Donald Trump sulla sua piattaforma Truth Social. “Vorrei congratularmi con il presidente Xi e con la grande Cina per la loro straordinaria vittoria in materia di cittadinanza per diritto di nascita!” ha aggiunto.
Trump si è, quindi, rivolto al Congresso a maggioranza Repubblicana, esortandolo a contribuire a uno dei suoi piani anti-immigrazione più importanti.
Il vicepresidente americano JD Vance ha condannato la sentenza “atroce” della Corte Suprema, avvertendo che potrebbe incoraggiare un maggior numero di persone a sfruttare il sistema di immigrazione del Paese. “Questa è una sentenza molto deludente”, ha detto Vance durante un’intervista con ‘The Ingraham Angle’ su Fox News. “Naturalmente la rispettiamo, ma pensiamo anche che sia stato un errore gravissimo: uno dei rischi è che le persone vengano qui letteralmente in vacanza, partoriscano e poi, all’improvviso, il bambino e la sua famiglia godano di tutti i benefici della cittadinanza americana. È una decisione assurda”.
Secondo quanto riportato da Nbc News, i giudici hanno stabilito che l’ordine esecutivo, firmato da Trump nel primo giorno del suo secondo mandato alla Casa Bianca, viola apertamente il 14esimo emendamento della Costituzione, che da oltre un secolo garantisce la cittadinanza a chiunque nasca sul suolo americano.
Il decreto presidenziale, rimasto congelato dai tribunali inferiori e mai entrato effettivamente in vigore, mirava a riscrivere radicalmente la prassi costituzionale, restringendo il diritto di nascita solo ai neonati con almeno un genitore cittadino o residente permanente.
Secondo Nbc, si tratta della terza pesante sconfitta giudiziaria negli ultimi mesi per la Casa Bianca – dopo la bocciatura dei dazi doganali e il veto sul licenziamento immediato dalla Federal Reserve di Lisa Cook – a dimostrazione che la maggioranza conservatrice di 6 a 3 della Corte non è disposta ad assecondare ogni forzatura dell’esecutivo.
I giudici hanno invece riaffermato la validità dello storico precedente del 1898 (United States v. Wong Kim Ark) e lo spirito originario del 14° Emendamento, ratificato dopo la Guerra civile per tutelare i diritti degli ex schiavi afroamericani. La decisione accoglie così i ricorsi presentati dagli Stati progressisti e dalle associazioni per i diritti civili, guidate dall’Aclu, che avevano denunciato l’illegittimità del provvedimento a tutela di migliaia di famiglie e neonati che rischiavano l’esclusione dai diritti fondamentali.
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