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(Adnkronos) – “Icare 2026 è un congresso pensato per chi si prende cura delle persone. Da qui è nata la domanda: perché non prenderci cura anche di chi si prende cura degli altri? Abbiamo voluto concentrarci sulla professione, affrontando temi nuovi ma anche aspetti che possono sembrare meno importanti, e che invece incidono concretamente sulla vita lavorativa dei nostri professionisti. Quest’anno, per la prima volta, le iscrizioni alla specializzazione in Anestesia e rianimazione hanno invertito un trend negativo, registrando un andamento positivo. Abbiamo quindi cercato di capire quali possano essere le ragioni di questo cambiamento e realizzato, inoltre, uno spazio dedicato al benessere dei nostri anestesisti e rianimatori, con l’obiettivo di comprendere meglio quali fattori possano contribuire al burnout, alla stanchezza e alle difficoltà che si incontrano sul lavoro. Attendiamo i risultati di questa iniziativa, che analizzeremo in occasione di Icare del prossimo anno”. Lo ha detto Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti, oggi, all’apertura di Icare 2026, 80° congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, che si svolge all’Allianz MiCo di Milano fino al 24 ottobre. 

“Abbiamo predisposto anche uno spazio dedicato ai più piccoli, per consentire agli anestesisti e rianimatori che sono genitori di partecipare al congresso insieme ai propri figli – aggiunge Bignami – Abbiamo messo a disposizione personale specializzato che si occupa dei bambini, così che mamme e papà possano seguire serenamente i lavori congressuali. L’obiettivo è permettere a entrambi i genitori di partecipare, senza che uno dei due debba necessariamente rinunciare, come purtroppo accade ancora spesso alle madri, per occuparsi dei figli”. 

“Le parole chiave sono sostenibilità, attenzione all’ambiente e innovazione – precisa la presidente Siaarti -. Vogliamo trasmettere un messaggio concreto, che si traduca anche in iniziative pratiche. I temi centrali restano quelli che caratterizzano la nostra disciplina: anestesia, rianimazione, terapia del dolore e medicina intensiva. Affronteremo quindi i diversi aspetti della cura attraverso sessioni dedicate alle principali aree cliniche. Quest’anno abbiamo voluto sperimentare anche una modalità organizzativa diversa, costruendo sessioni con percorsi clinici basati su casi concreti per accompagnare i partecipanti dall’inizio alla fine e rappresentare tutte le aree della nostra disciplina, con il contributo degli specialisti di riferimento. L’obiettivo è offrire un congresso utile, concreto e capace di mettere in dialogo le diverse competenze, mantenendo al centro la qualità dell’assistenza e la cura delle persone”. 

 

Nel programma sono stati inseriti anche “approfondimenti sugli aspetti clinici della sostenibilità – illustra Bignami – Affronteremo, per esempio, il tema della scelta dei farmaci in anestesia e cercheremo di capire in che modo le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano contribuire concretamente a rendere la pratica clinica più sostenibile. Sono questioni che richiedono un’analisi approfondita e il contributo di professionisti competenti. Per questo le affronteremo coinvolgendo gli specialisti che si occupano direttamente di questi ambiti. Può sembrare un gesto semplice, ma riteniamo importante che anche un congresso dedicato all’anestesia e alla rianimazione contribuisca a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale. Abbiamo previsto, per esempio, appositi pannelli e sistemi per il riciclo dei materiali. Per noi è fondamentale che la sostenibilità diventi parte integrante della cultura professionale e delle attività della nostra comunità scientifica”. 

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