Alluvione in Nepal, 489 morti e oltre 1.400 dispersi. Scatta allarme per il crollo di una diga in Tibet
- 28 Agosto 2026
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(Adnkronos) – Sale a 489 morti e oltre 1.400 dispersi il bilancio delle vittime della devastante inondazione che ha colpito mercoledì il Nepal, vicino al confine con la Cina. E’ quanto ha comunicato la polizia nepalese. Le autorità cinesi, da parte loro, hanno segnalato tre morti nel loro territorio in Tibet.
Le squadre di soccorso dell’esercito nepalese sono quindi al lavoro per trarre in salvo circa 100 persone rimaste intrappolate all’interno di un tunnel di un impianto idroelettrico. “Il nostro obiettivo è la ricerca e il soccorso delle persone, alcune sono intrappolate nel tunnel dell’impianto idroelettrico Trishuli 3A”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito nepalese Raja Ram Basnet. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato in un comunicato che 350 persone erano state tratte in salvo nella zona, ma che altre 100 sono ancora intrappolate.
Le autorità nepalesi hanno emesso un avviso per cittadini e soccorritori ‘di spostamento verso zone più elevate’ dopo che una diga a monte, in Tibet, sarebbe crollata. “Abbiamo ricevuto informazioni sul nuovo crollo di una diga idrica sul versante tibetano – ha dichiarato la polizia in un comunicato – Si invitano tutte le forze dell’ordine, i soccorritori e il pubblico impegnato nelle operazioni di soccorso e assistenza a rimanere in allerta e a spostarsi immediatamente in un luogo sicuro.”
Sta intanto “gradualmente diminuendo” il rischio di cedimento del vasto bacino d’acqua che minaccia di complicare le operazioni di soccorso in Tibet, dopo la devastante colata di fango che ha colpito la regione, riferiscono i media statali cinesi, secondo cui le operazioni di soccorso “si stanno svolgendo in modo ordinato”.
Secondo la televisione di Stato Cctv, il bacino sta tracimando “naturalmente” e si sta svuotando a un ritmo superiore rispetto a quello con cui viene alimentato. Il livello dell’acqua è sceso di circa 10 metri rispetto a ieri mattina, riducendo progressivamente il pericolo di una rottura. La Cina ha però sospeso un’operazione di soccorso.
I soccorritori hanno intanto evacuato 555 turisti rimasti bloccati, riferiscono i media statali cinesi. “Al momento, 499 residenti e 555 turisti rimasti bloccati sono stati trasferiti fuori dalla zona”, ha riferito l’emittente televisiva pubblica Cctv, senza specificarne la nazionalità.
Il presidente cinese Xi Jinping ha presieduto oggi una riunione dei massimi dirigenti sulle operazioni di soccorso. I lavori si sono aperti con un minuto di silenzio in memoria delle vittime della devastante inondazione. “Bisogna fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dentro e fuori dal Paese”, hanno dichiarato funzionari del Partito Comunista Cinese durante la riunione.
“Permangono molti pericoli nascosti, come ghiacciai, laghi ghiacciati e disastri geologici nella zona circostante, e le operazioni di soccorso stanno incontrando grandi difficoltà”, hanno riferito i leader, aggiungendo che la Cina sta valutando la possibilità di fornire aiuti di emergenza al Nepal e di avviare una “cooperazione internazionale per i soccorsi”.
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