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Per Sapore di poesia incontriamo oggi il Purgatorio dantesco. La poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia» non ne ripercorre il viaggio e non ne interpreta i simboli: lascia sulla pagina pochi segni — la riva, il monte, la pietra, il fuoco, l’acqua, le stelle — e si arresta.

Purgatorio

riva all’alba
monte nella luce

porte di pietra
canto lontano

fuoco nel vento
acqua tra i rami

silenzio

oltre il monte
restano
le stelle

Commento

La cantica è ricondotta a una scena essenziale. La riva, il monte, le porte, il canto, il fuoco e l’acqua si succedono come immagini autonome, senza ricostruire il cammino dantesco e senza assegnare loro un significato prestabilito.

Non viene detto che il monte rappresenti l’ascesa, che il fuoco purifichi o che l’acqua significhi oblio e memoria. Il testo mostra questi elementi e si arresta prima della loro interpretazione.

Il verso isolato, «silenzio», apre lo spazio che precede la chiusa. Anche «oltre il monte / restano / le stelle» non spiega né conclude: lascia soltanto un’ultima immagine oltre il limite dello sguardo.

La poesia termina sulla soglia. Le stelle restano; ciò che può affiorare da quella presenza appartiene liberamente al lettore.

Per contatti: zv.bolciani@liguria2000news.com

Zeno V. Bolciani
Sabato 7 giugno 2025 – Anno XIX