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Albenga. Monica e Sergio si stanno avvicinando alla meta. Ieri una tappa tranquilla di cento chilometri che da Ivrea li ha portati ad Asti attraverso uno stupendo Monferrato patria di Nino De Filippis. Ma ascoltiamo il racconto dei protagonisti: “Sono le 6 e 30 del quattordicesimo giorno dalla partenza da Amsterdam – racconta Monica –  Ieri è stata una giornata lunghissima e bellissima non tanto ciclisticamente parlando, ma umanamente. Siamo partiti da Ivrea con la “lepre” davanti, Fernando ci ha scortato con il suo scooter portandoci velocemente fuori città ed accompagnandoci x 25 km. A Mazzè ci siamo dovuti salutare, con il proposito di vederci presto in Liguria. Abbiamo continuato pedalando con temperature già alte e fastidiose, fastidiose come i “munta e china” delle colline piemontesi. Abbiamo abbandonato la Dora e superato il grande Po. Dopo una sosta refrigerante per un gelato a Cortanze, via verso Asti. Il primo incontro con @silvia_ferraris davanti a Torre San Bernardo: felicità. Silvia ha visto nascere il nostro progetto ed ora assapora, con @fe.fo._therasta e @iamnotyourrunningidol, le gioie e i dolori del viaggiare in bici, può immaginare cosa abbiamo vissuto. Poi è arrivata la festa: appena abbiamo imboccato via Sella, sentiamo abbiamo sentito le grida delle Finders di Torino ed Asti”. Sentimao anche le impressioni di Sergio: “Abbiamo avuto una grande accoglienza. Tanti abbracci, le parole di Mary, ed un dono inaspettato per il quartetto Galizia’s family: una felpa FTC personalizzata Amsterdam-Albenga. Quindi siamo ripartiti per arrivare a casa di Silvia con la quale abbiamo terminato la Giornata discorrendo della nostra avventura e della raccolta fondi. Ormai il nostro viaggio è quasi all’ epilogo, ma ci sono ancora un po’ di pedalate da spingere”.
 L’arrivo ad Albenga è previsto per il 28 agosto, un momento carico di emozione, in cui riabbracciare amici, sostenitori e tutte le persone che avranno camminato e pedalato idealmente accanto a loro. Ogni chilometro percorso dai due cicloamatori ingauni sarà un passo in più verso un futuro più sicuro per le mamme e i bambini di Maralal, in Kenia. Il Maternal Shelter di Maralal rappresenta una struttura essenziale: una “casa d’attesa” situata vicino all’ospedale, dove le donne a rischio o che vivono troppo lontano dai centri sanitari possono trascorrere le ultime settimane di gravidanza sotto controllo medico, ricevendo assistenza e preparandosi al parto in un ambiente sicuro.
Claudio Almanzi
Mercoledì 27 agosto 2025 – Anno XIX