Addio ad Antonio Stalla, ultimo partigiano di Alassio
- 10 Febbraio 2026
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Aveva 96 anni. Storica staffetta della Resistenza e figura civile del Ponente ligure

Laigueglia. È morto all’età di 96 anni Antonio Stalla, detto “Tonino”, ultima storica staffetta partigiana di Alassio e Laigueglia e figura profondamente legata alla memoria civile del Ponente ligure. Si è spento nella notte nella sua abitazione, assistito dal nipote Alessio Marri. A darne notizia sono le figlie Nadia, Norma e Nicla e la nipote Sofia.
Antonio Stalla è stato uno degli ultimi testimoni diretti della Resistenza locale. Staffetta partigiana in giovane età, fu tra i fondatori della squadra antincendio di Laigueglia e, nel dopoguerra, protagonista della vita politica e sociale del borgo. Militante e segretario del Partito Comunista Italiano, negli anni Settanta contribuì a portare il partito a pochi voti dalla vittoria amministrativa a Laigueglia, allora considerata un solido feudo democristiano.
Pur nelle differenze ideologiche, la sua figura era riconosciuta trasversalmente. Giancarlo Garassino, ex vicesindaco ed ex dirigente della Democrazia Cristiana con incarichi regionali, ne aveva pubblicamente riconosciuto la correttezza, la passione politica e il rispetto delle istituzioni, sottolineando il valore umano prima ancora di quello politico.
Uomo dalla tempra di altre generazioni, Stalla era noto come lavoratore instancabile e camminatore abituale. Cacciatore, coltivatore e pescatore, era ricordato anche come abile fiocinatore. Nel 1957 aveva conosciuto la moglie Maria Pia Panciroli presso l’ex sala da ballo “L’Onda” di Laigueglia, oggi ristorante “Il Ghè”. I due avevano celebrato sessant’anni di matrimonio; Maria Pia è scomparsa a Savona nel 2024.
La sua storia personale è indissolubilmente legata alla persecuzione antifascista. Figlio di Virgilio Stalla, medaglia d’oro alla Resistenza, Antonio visse fin dall’infanzia le conseguenze della repressione. Il padre, arrestato più volte, torturato e incarcerato anche nel lager di Merello a Spotorno, vide devastata la tipografia di famiglia ad Alassio dall’Ovra. Morì giovane, stroncato da un infarto dopo i pestaggi subiti, lasciando il figlio Antonio, ancora giovanissimo, a sostenere il peso economico dell’intera famiglia.
Nel 2020, in occasione del 25 aprile, Antonio Stalla aveva rilasciato una lunga intervista all’agenzia Dire, nella quale raccontò la fame, la paura e la ribellione silenziosa degli anni del fascismo, ricordando anche il suo rifiuto di partecipare alle lezioni di etica fascista. In chiusura pronunciò parole che oggi restano come testamento civile: «Qualsiasi democrazia, anche la peggiore, sarà sempre migliore della migliore delle dittature».
Foto fornita dall’Ufficio stampa.
C. Folco
Martedì 10 febbraio 202+6 – Anno XX




















