Viticoltori Ingauni, 50 anni nel segno del futuro
- 1 Luglio 2026
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Oltre duecento persone a Ortovero per celebrare il Cinquantennale della Cooperativa, tra memoria, nuovi progetti e riconoscimenti ai fondatori

Ortovero. Una festa per ricordare il passato, ma soprattutto per guardare al futuro. Oltre duecento persone hanno partecipato alla celebrazione del cinquantesimo anniversario della Società Agricola Cooperativa Viticoltori Ingauni, costituita il 30 giugno 1976 e oggi considerata la principale realtà vitivinicola cooperativa della Liguria.
La ricorrenza ha rappresentato l’occasione per ripercorrere la crescita della Cooperativa, nata grazie all’intuizione di tredici viticoltori che decisero di unire forze e competenze. Nel corso della serata sono stati ricordati i soci fondatori, con un riconoscimento ai due ancora in vita, Valerio Alessandri e Martino Pilot, e un omaggio alle famiglie degli altri protagonisti di quella scelta che ha segnato la storia dell’agricoltura ingauna.
Il presidente Massimo Enrico ha sottolineato il valore della cooperazione come strumento capace di coniugare risultati economici, tutela del paesaggio e sviluppo sociale. Un percorso confermato anche dai dati dell’ultimo decennio, caratterizzato da investimenti, crescita patrimoniale e rafforzamento della presenza di giovani e donne nella base sociale.
Alla manifestazione hanno preso parte numerose autorità istituzionali, tra cui l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana, il presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria Enrico Lupi, amministratori locali e rappresentanti del mondo agricolo e cooperativo. Nel corso della serata è stato presentato anche il Tuè 76, Metodo Classico Pas Dosé da uve Pigato dedicato al Cinquantennale, già inserito da Paolo Massobrio tra le anticipazioni della prossima Top Hundred di Golosaria.
Tra le novità più significative figura inoltre il primo vigneto di proprietà della Cooperativa, realizzato di fronte alla cantina di Ortovero. Un progetto che punta a rafforzare il legame con il territorio e a sviluppare nuove opportunità legate all’enoturismo. La serata, condotta dalla giornalista Renata Cantamessa, si è conclusa con il brindisi finale e con la riaccensione della storica insegna della cantina, simbolo di una storia che continua a rinnovarsi.
Foto fornita dall’Ufficio stampa
Antonello Dovoli
Mercoledì 1 luglio 2026 – Anno XX



















