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‘Sempre attuale l’ignorantia elenchi’, il punto della prof  Antonietta Benagiano

Mondo dappertutto in fermento tra guerre, stragi, golpe e attentati sventati e non  sventati, e poi disastri tellurici e climatici e fame e sete per miliardi di esseri fragili.

E Cina, Russia e Iran con occhio di falco e Usa alle prese della scelta del nuovo Presidente fra la Vice Harris, salita alla ribalta dopo la rinuncia forzata di Biden, e Trump sopravvissuto all’attentato di un ragazzo qualificato “scadente nell’uso delle armi”. Fortuna per Trump, dato che chi doveva provvedere a sorvegliare l’area attorno al comizio non era attento. E c’è per gli Usa anche il timore di perdere la leadership.

Intanto ancora guerre e, nel mentre Zelensky sembra stentare a meditare sulle tante inutili morti e rovine, in Medio Oriente le colpe di vittime innocenti vanno scambievolmente attribuite dagli uni agli altri, vale a dire dal mondo islamico a quello ebraico che con altra strage vendica la propria strage. strage.
Qua e là piazze in scompiglio in vari Stati anche dell’Ue con la bandiera della Palestina sventolante come vessillo. Sono dem, ma pare risuonare talora la condanna di Hitler espressa in una conversazione del 1942: “Quando si tratta degli Ebrei, ignoro qualsiasi sentimento di pietà. Saranno sempre il fermento che anima i popoli gli uni contro gli altri. Seminano zizzania dappertutto, tanto fra gli individui quanto fra i popoli”.
Ovunque caos, cui si tenta qua e là di dare qualche chiarificazione, è difforme talora anche dalla logica o svicolante verso un altrove non in relazione. Chi segue gli eventi della nostra contemporaneità, sia nazionale sia estera, e riflette poi come essi vengano proposti dalle varie parti politiche nei dibattiti televisivi e anche nei social, oltre che sulla stampa, non può non pensare a una espressione latina molto usata a denigrare le opposte parti che si immettevano, ciascuna per il proprio verso, in vicoli inopportuni.

L’espressione è ignorantia elenchi, ovvero ignoranza della confutazione, incapacità di attenersi a ciò che si deve confutare. Il ragionare distorto da quanto è autentico pensiero critico viene posto in atto o perché non si è in grado di controbattere (e nel presente tempo sempre maggiore è il numero di coloro che non sono in grado di controbattere), o perché si ritiene più conveniente non esserlo svicolando in argomentazioni fallaci. Non è una novità la ignorantia elenchi, anche se in passato riferibile anche ad aspetti diversi, dato che da sempre è stata presente nelle situazioni degli esseri umani. E costoro, c’è anche da dire, hanno perlopiù la tendenza alla maschera, quindi a un ragionare errato, distante da quanto potremmo definire pensiero critico. Basti pensare, nel piccolo, a quel che accade nella nostra Italia, dal Nord al Sud, nessuna regione esclusa, un ruotare di maschere per le quali fanno le spese coloro che meno dovrebbero. E poi, allargando l’occhio, come vengano fatti apparire o ridimensionati crudeltà e orrori, come compaiano o, per meglio dire, come vengano celati i reali rapporti fra gli Stati, le reali intenzioni di Washington, Pechino, Mosca e degli altri Stati, tutti girandole in fitta nebbia.

Benaltrismo diffuso, pertanto il problema di cui si dovrebbe discutere perché possa essere compreso e possibilmente ridimensionato risulta accantonato adducendo la motivazione che altre problematiche esistenti sono più gravi di quelle poste in discussione. E c’è poi l’abilità del simulare, del trarre in ballo virtù come se fossero proprie o della propria parte, mentre si è da esse molto lontani. lontani.
Il mondo è malconcio, lo è stato da sempre, sappiamo bene. Non c’è allora speranza? Per il poeta filosofo Lucrezio salvezza è la necessità, l’unica che possa far apparire l’uomo: “Quando la necessità ci porta a usare parole sincere, cade la maschera e si vede l’uomo”.  Varrebbe anche in questo nostro tempo?
Ragnatela (foto Pixabay)
Antonietta Benagiano

Venerdì 26 luglio 2024 . Anno XVIII