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Zeno V. Bolciani: critica e poesia della «soglia»

Il Cenacolo

Il Cenacolo Ligure-Ponentino Symbol 2000 è stato formalmente costituito ad Albenga il 2 giugno 2004, dopo un’esperienza di incontri avviata fin dai primi mesi dell’anno Duemila.

Legato alla tradizione poetica ligure del Novecento, il Cenacolo rivolge particolare attenzione al paesaggio, ai luoghi, alla memoria, agli affetti e alle figure umane della Liguria di Ponente. La sua ricerca si sviluppa dalla poesia lirico-descrittiva a una forma più scarna e concentrata, fino alla poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia», fondata sulla sottrazione, sulla sospensione e sull’affioramento del senso.

Zeno V. Bolciani

Zeno V. Bolciani è poeta, critico letterario, saggista e curatore editoriale. Nato in Liguria, ha compiuto studi universitari a Genova, maturando un particolare interesse per la lingua italiana, la filosofia e la poesia del Novecento.

Componente del Cenacolo Ligure-Ponentino Symbol 2000, è tra i principali interpreti e teorizzatori della poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia». Nella sua riflessione critica la soglia è il punto nel quale il poeta si arresta fra ciò che appare nel testo e ciò che può nascere nel lettore. Da qui derivano l’attenzione per la parola essenziale, le forme brevi, lo spazio bianco e il lavoro di sottrazione.

Dal marzo 2025 cura per Liguria 2000 News la rubrica Sapore di poesia, dedicata alla lettura di autori classici e contemporanei e aperta al confronto con i lettori. Il suo stile critico, sobrio e meditativo, accompagna il testo senza esaurirne il significato.

Anche la sua poesia procede per immagini ridotte all’essenziale. I luoghi liguri, le figure della tradizione, la memoria letteraria e le ferite della storia non vengono raccontati diffusamente, ma affidati a pochi segni e a chiuse sospese. I quattro testi qui presentati documentano altrettante direzioni della sua ricerca: il paesaggio, la voce dei classici, la coscienza civile e la memoria popolare.

CARUGGI DI GENOVA

muri vicini
tagliano il cielo

un passo risale
la pietra

dalle finestre
cade una voce

sotto

il vicolo
trattiene
la luce

Zeno V. Bolciani

Nota di lettura

I caruggi genovesi emergono attraverso muri ravvicinati, pietra, finestre e una voce senza volto. Il paesaggio resta riconoscibile, ma non si trasforma in descrizione panoramica. Il verso isolato «sotto» conduce lo sguardo nella profondità del vicolo e prepara la chiusa. La luce non invade lo spazio: viene trattenuta fra le case, lasciando il luogo sospeso tra ombra, presenza e attesa.

DANTE

pietra e parola
ombra sulla pagina

selva nel buio
passi lontani

una luce
tra le righe

silenzio

una voce
resta
nel tempo

Zeno V. Bolciani

Nota di lettura

La figura di Dante viene raccolta in pochi elementi concreti: pietra, parola, pagina, selva, passi e luce. Non si costruisce un ritratto biografico; sono i segni stessi a richiamare un’opera e una voce. Il verso isolato «silenzio» arresta il movimento prima della terzina conclusiva. La voce che resta nel tempo non viene definita: il suo significato continua oltre il testo e appartiene al lettore.

SARAJEVO SAFARI

Una collina
lontano

un dito
premuto

un uomo
nel mirino

qui non si spara

là qualcuno
mirava
al cuore

Zeno V. Bolciani

Nota di lettura

La poesia concentra una tragedia collettiva in tre dettagli: la collina, il dito e l’uomo nel mirino. La violenza non viene descritta, ma resa presente nel gesto minimo di chi preme e nello sguardo che riduce una vita a bersaglio. La chiusa spezza la distanza fra il luogo dal quale si osserva e quello in cui si colpisce. La lontananza geografica diventa così una distanza morale.

GELINDO

Terra nelle mani
si resta

Una luce breve
si ferma

Nel volto
un nome antico

respira

sotto la creta
il tempo
non passa

Zeno V. Bolciani

Nota di lettura

Gelindo nasce dalla tradizione dei macachi albisolesi, ma la figura è sottratta a ogni descrizione folcloristica. La terra nelle mani richiama insieme lavoro, materia e appartenenza. La luce breve si ferma sul volto, mentre il nome antico sembra riprendere respiro. Nella chiusa, la creta custodisce un tempo che non passa: la memoria continua silenziosamente nella materia modellata.

Cenacolo Ligure-Ponentino Symbol 2000

Venerdì 13 giugno 2025 – Anno XIX