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(Adnkronos) –
Oggi, domenica 10 maggio, è la festa della mamma. Una ricorrenza che ogni anno si celebra la seconda domenica di maggio e dietro alla quale c’è una storia lunga e molto più avventurosa di quanto si immagini. Per capirla bisogna tornare indietro nel tempo, negli Stati Uniti dell’Ottocento, come ricorda Focus.

Siamo negli anni Sessanta dell’Ottocento, durante la Guerra civile americana, il conflitto tra il Nord, chiamato Unione, e il Sud, la Confederazione. La guerra lascia il Paese profondamente segnato: città distrutte, famiglie separate, migliaia di morti.

In questo contesto vive Ann Reeves Jarvis, una donna dell’Appalachia che decide di intervenire nella vita quotidiana delle comunità. Non ha incarichi politici, ma organizza i Mothers’ day work clubs, gruppi di donne impegnate a migliorare le condizioni igieniche e sanitarie. Un aspetto importante del loro lavoro è che non fanno differenze: si prendono cura anche dei soldati feriti di entrambe le parti, Unione e Confederazione. In un momento storico segnato dalla divisione, questa scelta ha un valore importante. L’impegno di Ann Reeves Jarvis nasce anche da un’esperienza personale dolorosa. Come molte donne dell’epoca, perde diversi figli durante l’infanzia a causa di malattie infettive come difterite e morbillo. Proprio per questo insiste sulla necessità di migliorare le condizioni sanitarie.

Quando la guerra finisce, nel 1868, le tensioni tra Nord e Sud non scompaiono. In questo clima ancora fragile, Ann Reeves Jarvis organizza il Mother’s friendship day, una giornata pensata per mettere in contatto famiglie che fino a poco prima erano nemiche. Ex soldati e civili si ritrovano nello stesso spazio e provano a parlarsi. Non si tratta di una festa nel senso tradizionale, ma di un tentativo concreto di ricostruire relazioni dopo anni di conflitto.

Negli stessi anni, un’altra donna contribuisce a dare forma a questa idea. Si tratta di Julia Ward Howe, conosciuta anche per aver scritto il ‘Battle Hymn of the Republic’. Nel 1870, colpita dalle guerre e in particolare dal conflitto franco-prussiano in Europa, scrive un appello rivolto alle donne: la ‘Mother’s Day Proclamation’. Nel testo invita le madri a unirsi per rifiutare la guerra e per promuovere la pace. A questa presa di posizione seguono anche iniziative concrete: negli anni successivi Julia Ward Howe organizza incontri e giornate dedicate a questi temi, soprattutto a Boston. Non esiste ancora una Festa della mamma ufficiale, ma il legame tra maternità e responsabilità sociale diventa sempre più evidente.

Il passaggio decisivo avviene all’inizio del Novecento con Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis. Quando la madre muore nel 1905, Anna decide di dedicarle una giornata speciale. Avvia una campagna pubblica, scrive lettere, organizza incontri e coinvolge persone influenti. Il suo obiettivo è ottenere una giornata ufficiale dedicata alle madri. Nel 1908 organizza la prima celebrazione ufficiale. Si svolge in due luoghi: nella chiesa frequentata dalla madre a Grafton, in Virginia Occidentale, e nel grande magazzino Wanamaker di Philadelphia. La data scelta è la seconda domenica di maggio, vicina all’anniversario della morte della madre.

L’iniziativa si diffonde rapidamente negli Stati Uniti. Nel 1912 Anna Jarvis fonda la Mother’s Day International Association, con l’obiettivo di sostenere e diffondere la ricorrenza. Due anni dopo, nel 1914, il presidente Woodrow Wilson firma la legge che istituisce la Festa della Mamma come festività nazionale. Da quel momento la seconda domenica di maggio entra ufficialmente nel calendario.

Con il passare del tempo, la Festa della mamma diventa sempre più popolare e assume anche una dimensione commerciale. Si diffondono biglietti già pronti, regali confezionati e campagne pubblicitarie legate all’occasione. Anna Jarvis non condivide questa trasformazione. Aveva immaginato una giornata basata su gesti personali, come una lettera scritta a mano, e non su prodotti acquistati.

Per questo critica apertamente la commercializzazione della festa e dedica gli ultimi anni della sua vita a difenderne il significato originario. Anna Jarvis tiene molto anche a un aspetto linguistico: l’apostrofo di mother’s day. Insiste perché sia al singolare e non al plurale, perché la festa deve riguardare la propria madre, non le madri in generale. Questo dettaglio aiuta a capire quanto per lei fosse importante questa ricorrenza.

La Festa della Mamma arriva in Italia con una storia diversa. Nel 1933, durante il fascismo, il regime istituisce la Giornata della madre e del fanciullo, celebrata il 24 dicembre. In quell’occasione vengono premiate le madri più prolifiche, soprattutto quelle con più figli maschi, all’interno di una politica che punta ad aumentare la natalità.

La festa come la conosciamo oggi nasce nel dopoguerra. Negli anni Cinquanta si sviluppano due iniziative indipendenti: una a Tordibetto di Assisi, con un significato religioso legato al mese di maggio, e una in Liguria, favorita anche dalla produzione e vendita di fiori.

Dal 1959 la ricorrenza si diffonde in tutto il Paese. Inizialmente si celebra l’8 maggio, ma in seguito viene spostata alla seconda domenica di maggio, allineandosi alla tradizione statunitense.

La scelta del mese deriva da più motivi. Negli Stati Uniti è legata alla memoria di Ann Reeves Jarvis, madre di Anna. Nella tradizione cattolica, maggio è il mese dedicato a Maria. Inoltre è il periodo della primavera, quando i fiori sono più presenti.

Molti Paesi, come l’Italia e gli Stati Uniti, celebrano la Festa della mamma la seconda domenica di maggio, tra cui Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Croazia, Cuba, Ecuador. A Hong Kong, Islanda, India, Giamaica, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda e molti altri.

Nel Regno Unito la festa della mamma segue un calendario diverso: la ricorrenza, infatti, prende il nome di Mothering sunday, cioè Domenica della mamma e cade la quarta domenica di Quaresima.

Il motivo di questa scelta, spiega Focus, affonda le radici nella tradizione. La quarta domenica di Quaresima chi si era allontanato da casa per lavorare, doveva far ritorno alla chiesa dove era stato battezzato. Di solito coincideva con il paese di origine, quello dove risiedeva anche la famiglia. Il momento del ritorno a casa, quindi, era associato al ricongiungimento fra madre e figlio. Il dolce tipico per celebrare questo giorno è la Torta Simnel, un tipo di torta alla frutta con due strati di pasta di mandorle (uno sopra e uno al centro), preparato per celebrare questo giorno. I bambini infatti cucinavano le torte per le loro madri.

In Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Palestina, Siria, Emirati Arabi Uniti e Yemen, la festa della mamma cade il primo giorno dell’equinozio di primavera, il 21 marzo, e la sua storia si basa sugli sforzi compiuti negli anni ’50 da un giornalista egiziano per designare una giornata in onore delle madri. In Messico, El Salvador, Guatemala e Belize, la Festa della mamma si celebra il 10 maggio. Se cade in un giorno feriale, le mamme stanno a casa dal lavoro e i bambini stanno a casa da scuola.

In Messico ‘El dia de la madre’ è una festa molto sentita: ogni 10 maggio, i figli portano a mangiar fuori le loro mamme (come a volerle staccare dalle incombenze del focolare) e in ogni strada impazzano balli e canzoni popolari a tema. La Festa della mamma in Thailandia cade il 12 agosto. Coincide con il compleanno della regina Sirikit, madre dell’attuale sovrano re Vajiralongkorn. Durante questa giornata, l’intero paese è colorato da parate, decorazioni e spettacoli di ogni sorta.

In Algeria, Repubblica Dominicana, Francia, Marocco, Svezia Tunisia e altri posti, cade l’ultima domenica di maggio. Per la Spagna e Portogallo, la festa della mamma si celebra l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione e le madri sono onorate insieme alla Vergine Maria. Mentre in Indonesia si celebra il 22 dicembre, ed è iniziata come celebrazione dell’anniversario del primo Congresso delle donne nel 1928. Oltre a celebrare le madri, è anche un giorno popolare per manifestazioni politiche a sostegno delle donne.

In Kenya la Festa della mamma cade la seconda domenica di maggio ed è una ricorrenza molto importante per il paese, così come per il resto dell’Africa. Per rendere omaggio e ringraziare la propria madre, si usa regalare fiori, cartoline con dediche o doni speciali, spesso fatti in casa. Il fiore simbolo di questa giornata è il garofano rosa o rosso, mentre chi ha perso la propria madre la omaggia comunque con un garofano bianco. In Norvegia, la Festa della mamma si celebra la seconda domenica di febbraio, dunque quest’anno è già stata festeggiata. Da tradizione, oltre a doni e biglietti di auguri, si può preparare alla propria madre un piatto speciale, spesso a base di pesce dei mari del Nord, come il baccalà (cioè il merluzzo).

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