Albenga, Ranucci all’Ambra tra racconti e libertà
- 18 Ottobre 2026
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Teatro gremito per «Diario di un trapezista» a Ottobre De André, con Dori Ghezzi al fianco del giornalista

Albenga. Il giornalismo d’inchiesta, le esperienze personali e il rapporto fra guerra e informazione sono stati al centro di «Diario di un trapezista», lo spettacolo portato da Sigfrido Ranucci al Teatro Ambra sabato 17 ottobre. L’appuntamento, inserito nella rassegna Ottobre De André organizzata dai Fieui di caruggi, capitanati dal poliedrico Gino Rapa, ha richiamato un pubblico che ha riempito la sala.
Per Ranucci è stato un ritorno nella città dove nel 2022 aveva ricevuto la Fionda di Legno. Prima dello spettacolo, il giornalista ha ringraziato gli organizzatori per aver mantenuto un incontro fissato prima delle recenti polemiche che lo hanno coinvolto. Nella partecipazione del pubblico ha riconosciuto un segnale di fiducia e di vicinanza.
A raggiungerlo ad Albenga anche Dori Ghezzi, madrina della rassegna e cittadina onoraria. La sua presenza ha voluto testimoniare amicizia e solidarietà in una fase difficile del percorso professionale del giornalista. Ghezzi ha inoltre richiamato il valore del coraggio nel raccontare vicende scomode e nel continuare a svolgere il proprio lavoro.

La libertà di stampa è stata uno dei temi affrontati prima di salire sul palco. Ranucci ha sostenuto che una rimozione determinata dal clamore mediatico, alimentato da informazioni da lui contestate come false, rappresenti un rischio per la democrazia. Ha parlato anche delle conseguenze personali delle polemiche, soffermandosi sul dolore provocato alle persone che gli sono vicine.
Nel monologo, il racconto della carriera si è intrecciato con ricordi familiari, incontri e testimonianze dai luoghi di guerra. Il legame con Ottobre De André è passato anche attraverso la denuncia della violenza e l’attenzione al modo in cui i conflitti vengono raccontati.
Il titolo dello spettacolo richiama l’immagine di un giornalista che deve trovare ogni volta il coraggio di raggiungere il trapezio successivo. Un insegnamento che Ranucci riconduce a Roberto Morrione e Milena Gabanelli: proseguire nella ricerca senza fermarsi ai risultati già ottenuti.
Nel ricordare la Fionda ricevuta quattro anni fa, Ranucci ha annunciato di voler tornare a portarla con sé. Un richiamo al premio dei Fieui e al rapporto con Albenga, rinnovato dagli applausi dell’Ambra.
Foto Roberto Ruaro
Anto Vidoni
Domenica 17 ottobre 2026 – Anno XX



















