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Roma. L’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina denuncia a voce alta il comportamento, ritenuto poco corretto sotto il profilo morale e amministrativo, della Marina Militare nella gestione della questione che già da un po’ di tempo vede coinvolte le famiglie che usufruiscono del servizio di asilo nido presso il nido “Mar Grande” di Taranto.

L’asilo nido “Mar Grande” è una struttura per l’infanzia di proprietà della Marina Militare, la cui frequenza è riservata ai figli del personale militare e civile rientrati in graduatoria, di età compresa tra i 3 ai 36 mesi.

Tuttavia, i piccoli utenti che da settembre frequentano il nido, che riconoscono ormai come il loro posto sicuro quando i genitori sono a lavoro, da giugno saranno “costretti” a passare in un altro asilo, con nuove maestre e in parte anche nuovi compagni (perché le classi non potranno essere mantenute).

A questa situazione si è giunti perché solo nel mese di febbraio 2026 la Marina Militare ha ritenuto di informare, per il tramite dei rappresentati di classe, che a partire “dalla seconda metà di maggio” la struttura in parola sarebbe stata interessata da lavori di manutenzione, di carattere non urgente (tanto è vero che gli stessi erano stati noti già a settembre 2025 con impegno a concluderli entro il mese di marzo 2027).

Piuttosto che seguire la via del buon senso e consentire ai bambini frequentanti di completare il percorso educativo dell’anno in corso con le proprie maestre e i propri compagni, nella struttura che ormai era diventata la loro casa, l’Amministrazione Militare (scartando anche alcune valide alternative proposte, che consentivano di assicurare la continuità educativa), ha comunque deciso di “mettere fuori dalla porta” i piccoli a partire dal primo giugno 2026, in modo da avviare da subito i lavori (che da contratto dovrebbero concludersi entro 105 giorni, compresi i festivi) ed assicurare l’avvio del nuovo anno scolastico, non per il mese di settembre, bensì per quello di ottobre.

In questa maniera è stata data priorità agli interessi economici dell’attuale cooperativa che gestisce l’asilo, “La Scintilla”, che diversamente avrebbe rischiato di perdere utenti, e quindi incassi, per l’anno successivo (per la temuta mancata iscrizione di nuovi lattanti e medi, che assicurano il ricambio).

Agli attuali 26 frequentanti, che non sono numeri ipotetici e astratti, ma bambini con un nome e un cognome, la possibilità che pare verrà data sarà quella di frequentare, senza ulteriori costi rispetto alla retta che i genitori continueranno a pagare alla Marina, l’asilo nido “La Cicogna”, sito in via Plateja (quindi in ben altra zona della città). Qui i 26 bambini dovrebbero essere inseriti a partire dal 3 giugno, in maniera graduale (ma senza il supporto in classe dei genitori) venendo costretti ad adeguarsi ad abitudini differenti: non più due educatrici di riferimento, bensì 25 che possono ruotare tra loro, non più l’ora del riposino per tutti dopo il pasto, ma solo per chi non ha voglia di giocare, (arrivando stanchi morti già alle 18 del pomeriggio), pasti differenti ecc.

A tutto ciò si aggiunga che ad oggi, pur mancando solo 6 giorni, non è stata data ancora alcuna notizia ufficiale circa la chiusura dell’asilo ed eventuali convenzioni attivate con altre strutture; ogni notizia si è appresa nell’ambito di riunioni mai verbalizzate, svoltesi per lo più con i rappresentanti di classe, che si sono visti costretti a fare da ambasciatori di notizie di certo non confrontanti.

È significativo che nella giornata di ieri vi siano stati molti dei genitori coinvolti, che si sono recati presso la “Cicogna”, negli orari più disparati, creando anche disagi a chi presta servizio lì, per avere informazioni che non era riuscito ad avere dal Comando Interregionale Marittimo Sud.

Senza nulla voler togliere alla “Cicogna”, che si è offerta di accogliere i nostri bambini, ai genitori del Nido Mar Grande iscritti all’USIM questa soluzione, tanto vantata da altre sigle sindacali rappresentative, non va bene. I genitori interessati, sottoscrivendo il modulo di iscrizione, hanno firmato un contratto per far frequentare ai nostri figli il Nido “Mar Grande” da settembre a luglio e pretendono che questo contratto venga rispettato. D’altronde non sono state prospettate cause di forza maggiore o l’urgenza e inderogabilità dei lavori da effettuarsi che, come già detto, erano noti già dal mese di settembre 2025. L’esigenza si poteva ben far presenta ad inizio anno educativo e non alla fine, quando la maggior parte delle strutture da noi contattate ci hanno riferito che il nuovo inserimento anche di un solo bambino in questa fase è controproducente, sia per il bambino, sia per la struttura stessa, che dovrebbe variare la propria organizzazione.

Si comprende benissimo che i lavori dovranno essere effettuati, anche perché le risorse sono state stanziate per migliorare il decoro dei luoghi frequentanti da bambini, ma ci sembra più corretto che gli stessi vengano svolti a partire dal termine dell’anno educativo, informando, con il bando per il prossimo anno, gli utenti che intendono iscriversi, che le attività educative avranno avvio il 15 di novembre (dopo 105 giorni). Ciò garantirebbe la continuità educativa agli attuali bambini e alle famiglie di aver il tempo di scegliere la struttura che preferiscono da far frequentare ai propri figli a settembre (quando non vi saranno certo problemi per i nuovi inserimenti).

Eventuali somme che la Marina deve stanziare oggi per coprire la retta alla “Cicogna” (e i costi ulteriori quali pannolini, merende, ecc. di cui certamente verrà chiesta la rifusione), potrà investirli per rifondere il gestore del nido Mar Grande da eventuali perdite derivanti dall’avvio dell’anno educativo con ritardo.

L’USIM esorta i soggetti competenti a porsi una mano sulla coscienza e comprendere che bambini di 10 mesi, 1 anno, 2 anni, non sono pacchi, che si spostano a piacimento, ma che risentono di ogni cambiamento nella loro routine quotidiana, soprattutto quando vengono meno le figure di riferimento che, oltre i genitori, sono certamente gli educatori.

Invita, altresì, la Marina Militare ad avere maggior riguardo nei confronti del personale e delle rispettive famiglie: molte mamme convolte si troveranno ad affrontare questi cambiamenti fondamentali per i propri figli da sole, in quanti i mariti sono già imbarcati o verranno impegnati a breve in missione.
Antonio Biella
Venerdì 22 maggio 2026 – Anno XX