Tajani: “Il 4 luglio sarò a Villa Taverna, bisogna guardare avanti”. E smentisce Rutte: “Da Italia nessun attacco all’Iran”
(Adnkronos) – “Sicuramente io ci sarò, ci saranno altri rappresentanti del governo, proprio a dimostrare che per noi le relazioni transatlantiche sono un punto fondamentale della nostra politica”. Ad afafremarlo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio 24Mattino, condotto da Simone Spetia, confermando la sua partecipazione a Villa Taverna il 4 luglio in occasione dell’Independence Day.
“Dobbiamo guardare avanti – aggiunge Tajani – non vogliamo alimentare la polemica, vogliamo invece far sì che all’interno dell’Alleanza Atlantica si possa lavorare bene per garantire la sicurezza di tutti i nostri cittadini e continuare anche a lavorare con gli Stati Uniti, perché abbiamo molti interessi in comune e siamo le facce dell’Occidente ed è giusto che si lavori insieme”.
Dopo l’attacco di Trump alla premier Giorgia Meloni, Tajani aveva annullato la sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il segretario di Stato americano Marco Rubio. “Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – scrive sui social il ministro e vicepremier – offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”.
“Quando ci sono punti di contrasto, opinioni differenti, lo si dice, come si fa sempre tra alleati – aggiunge Tajani – Noi certamente andremo a Villa Taverna, a testa alta e schiena dritta. Abbiamo sempre lavorato nell’interesse dell’Italia e dell’Europa, anche quando abbiamo fatto da ponte, come nel caso della trattativa sui dazi, perché non c’era dialogo tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, ma grazie anche al lavoro del governo poi si è aperto un confronto tra l’Americana e la Commissione Europea. Questo è un risultato importante che abbiamo ottenuto. Poi ci sono state le divergenze, penso alla vicenda della Groenlandia e a quella iraniana, però noi continuiamo a difendere le nostre tesi e a tutelare l’interesse nazionale, come abbiamo sempre fatto l’interesse dell’Italia e l’interesse dell’Europa”.
Il ministro degli Esteri – sempre a Radio 24Mattino – è tornato sulle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, riguardo ai 500 voli in partenza dalle basi americane in Italia: “Penso che Rutte abbia detto delle cose sbagliate, poi si è corretto, perché l’Italia ha sempre rispettato i trattati internazionali, non ha mai fornito basi per attacchi americani contro l’Iran. Abbiamo autorizzato l’uso delle basi per ciò che è previsto dai trattati che abbiamo con gli Stati Uniti, cioè uso solamente logistico e non per attività di guerra. Questo è quello che abbiamo fatto, non può certamente sapere Rutte cosa accade, anche perché non era attività che riguardava la Nato, quindi, ripeto, noi siamo perfettamente con le carte in regola, l’abbiamo detto anche al governo iraniano, in un lungo colloquio che ho avuto con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, spiegando che dall’Italia non sono mai partiti bombardieri americani per colpire l’Iran”.
“Credo che Teheran abbia ben compreso, lo abbiamo detto in maniera ufficiale, che l’Italia non è mai stato in guerra con l’Iran – prosegue Tajani – Tant’è che poi la nostra ambasciata funziona a Teheran. Finiti i bombardamenti americani, è stata riaperta, quindi siamo attivi. Quelle di Rutte sono state dichiarazioni sbagliate, che non hanno nulla a che vedere con la realtà, anche i numeri sono completamente inesatti. Sono stati molti di meno i voli utilizzati, gli atterraggi utilizzati dagli americani anche come scali tecnici, quindi non è così, non ha detto la verità, era male informato”.
Sempre sull’Iran, il vicempremier ha detto: “Tensioni ce ne saranno finché non si arriva a un accordo definitivo, però già l’annuncio di un cessate il fuoco aggiuntivo, cioè che non ci saranno durante questa fase nuove attacchi da una parte e dall’altra, è un fatto positivo, vuol dire che il dialogo continua”. “Certamente – ha aggiunto – non si capisce perché l’Iran abbia attaccato il Bahrain e il Kuwait: questo è incomprensibile, noi abbiamo condannato da subito questi attacchi, sono paesi che non hanno nulla a che vedere con il rapporto Stati Uniti-Iran. E’ vero: ci sono basi americane, ma poi alla fine si colpiscono paesi che sono estranei al conflitto”.
In Libano “devono prima cessare i combattimenti. Per il dopo cessate il fuoco, noi siamo pronti a svolgere un ruolo importante per la stabilità di quel paese, dove c’è una tradizionale presenza italiana, anche prima dell’arrivo dei nostri militari nell’Unifil, e c’è anche l’altra nostra missione, quella per la formazione dell’esercito regolare libanese. Hezbollah ha una grande responsabilità in questa fase, ma è l’Iran che deve dire a Hezbollah, visto che sono dei proxy dell’Iran, che è il momento di chiudere con gli attacchi a Israele, è il momento di chiudere con la guerra, perché alla fine Hezbollah prende ordini da Teheran, quindi credo che sia fondamentale che il regime di Teheran dica la parola ‘fine'”.
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