Iran, Axios: “Dal Pentagono l’ordine al Centcom di prepararsi a riprendere attacchi”
(Adnkronos) –
Il Pentagono ha ordinato al Comando centrale degli Stati Uniti, alcuni giorni fa, di concludere i preparativi per la ripresa delle principali operazioni di combattimento in Iran. Lo scrive Axios oggi giovedì 8 ottobre, citando funzionari Usa, secondo cui la direttiva non specifica una data precisa per l’avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive.
Tuttavia, fonti statunitensi e israeliane affermano che potrebbero verificarsi prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e forse anche prima delle elezioni israeliane, previste una settimana prima.
La guerra in Iran finirà “molto presto” e i prezzi del petrolio “cadranno a picco”, ha dichiarato ieri Trump, incontrando la stampa nello Studio Ovale. “Non appena avremo concluso la guerra, il che avverrà molto presto, sarà davvero molto presto”, ha affermato il presidente, insistendo sul fatto che “in un modo o nell’altro, ne usciremo”, “il prezzo del petrolio scenderà a livelli che, credo, saranno forse persino inferiori a quelli precedenti l’inizio della guerra”.
Nel frattempo una petroliera in navigazione al largo della costa settentrionale del Qatar è stata attaccata, provocando un numero imprecisato di vittime. Lo ha riferito l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L’attacco è avvenuto mentre l’Iran annunciava la chiusura di una rotta nello stretto di Hormuz utilizzata per aggirare il blocco navale imposto da Teheran.
La nave si trovava nel Golfo, a circa 500 km a ovest dello Stretto di Hormuz, quando ha segnalato di essere stata colpita “da diversi proiettili”, ha dichiarato l’Autorità britannica per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations). L’autorità britannica non ha specificato la provenienza della nave.
L’attacco si è verificato mentre i raid alle petroliere che attraversano lo stretto di Hormuz hanno raggiunto il livello settimanale più alto dall’inizio della guerra con l’Iran, secondo le società di sicurezza marittima, con i prezzi del petrolio che hanno superato i 100 dollari al barile.
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