In Usa avanza diabete di tipo 2 tra under 20, incidenza cresciuta 10 volte in due decenni

(Adnkronos) –
Il diabete di tipo 2 non è più una malattia che colpisce solo le persone di mezza età o gli anziani, ma colpisce sempre di più anche i giovani. In Usa negli ultimi 20 anni la sua incidenza è crescita di 10 volte nella fascia d’età under 20. L’allarme per la diffusione precoce della patologia arriva da una nuova ricerca realizzata negli Stati Uniti che sarà presentata al congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) a Milano (28 settembre – 2 ottobre). Il lavoro evidenzia “un netto aumento dell’incidenza di nuovi casi di diabete di tipo 2 a partire dall’inizio del secolo, un trend che ha continuato ad accelerare negli ultimi anni”. Lo studio è stato condotto da Tessa Crume della Colorado School of Public Health insieme ai suoi collaboratori. Negli Stati Uniti, l’incidenza del diabete di tipo 1 e di tipo 2 a insorgenza giovanile è in costante aumento da diversi decenni, comportando un significativo carico di morbilità e mortalità correlate alla malattia. In questo nuovo studio, gli autori hanno esaminato le tendenze a lungo termine del diabete di tipo 1 e di tipo 2 a insorgenza giovanile in Colorado (Usa) nel periodo compreso tra il 2002 e il 2023. 

Dal 2002, il Colorado Diabetes Registry conduce continua analisi annuali a livello di popolazione sull’incidenza del diabete tra i giovani di età inferiore ai 20 anni, coinvolgendo i sistemi sanitari dello Stato e utilizzando codici diagnostici, risultati di laboratorio e dati relativi ai farmaci. I partecipanti inclusi nello studio sono persone non appartenenti alle forze armate o istituti, residenti in Colorado al momento della diagnosi. I dati di popolazione utilizzati come denominatori sono stati ricavati dai censimenti. Per stimare le tendenze nel tempo è stato utilizzato un modello statistico: I tassi di incidenza sono stati calcolati per 100.000 giovani di età inferiore ai 20 anni per il diabete di tipo 1 e per 100.000 giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni per il diabete di tipo 2 (dato che i casi di diabete di tipo 2 nei bambini di età inferiore ai 10 anni sono estremamente rari). 

“Tra il 2002 e il 2023, a 8.094 bambini e adolescenti di età inferiore ai 20 anni è stato diagnosticato per la prima volta il diabete di tipo 1, mentre 1.560 giovani tra i 10 e i 19 anni hanno ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2 di nuova insorgenza. L’incidenza del diabete di tipo 1 – riporta lo studio – è aumentata lievemente, passando da 25,07 casi per 100.000 abitanti nel 2002 a 27,39 nel 2023. Si è osservato un andamento stabile dell’incidenza del diabete di tipo 1 nel periodo 2002-2014; seguito da un trend in crescita tra il 2015 e il 2023. Al contrario, l’incidenza del diabete di tipo 2 tra i giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni è aumentata di quasi dieci volte, passando da 2,37 casi per 100.000 abitanti nel 2002 a 22,30 nel 2023. L’incidenza del diabete di tipo 2 è cresciuta del 3,8% nell’intero periodo 2002-2023, con un incremento annuo del 2,92% tra il 2002 e il 2013 e un aumento ancora più marcato, pari al 4,72% annuo, tra il 2014 e il 2023”. 

“Nell’arco di oltre due decenni a partire dall’inizio degli anni 2000, l’incidenza del diabete di tipo 2 di nuova insorgenza tra i giovani è aumentata di quasi dieci volte – sottolineano gli autori dello studio – a fronte di un lieve incremento dell’incidenza del diabete di tipo 1. Tali risultati documentano una popolazione crescente di giovani a rischio di complicanze legate al diabete nel corso della vita e sottolineano l’importanza di una sorveglianza costante e a lungo termine”.  

Secondo Tessa Crume, autrice principale del lavoro, “fino a una generazione fa, il diabete di tipo 2 negli adolescenti era così raro che molti pediatri potevano trascorrere gran parte della loro carriera senza mai vederne un caso; si trattava di una malattia dell’età adulta. In Colorado, abbiamo assistito a un aumento di quasi dieci volte dell’incidenza tra i giovani nell’arco di soli due decenni, e tale crescita sta accelerando anziché rallentare. Non si tratta di un’anomalia locale – avverte – nello studio statunitense ‘Search for Diabetes in Youth’, il diabete di tipo 2 tra i giovani sta aumentando a un ritmo più che doppio rispetto a quello di tipo 1 e, tra gli adolescenti più grandi, i nuovi casi di tipo 2 hanno già superato quelli di tipo 1. Il diabete di tipo 2 – una malattia che un tempo consideravamo esclusiva dell’adulto – sta ora superando la forma classica di diabete infantile: il tipo 1”.  

Gli autori spiegano che “l’aumento dei tassi di obesità tra i bambini rende ormai impossibile distinguere con certezza tra diabete di tipo 1 e di tipo 2 in un adolescente di nuova diagnosi; le due condizioni presentano quadri clinici sempre più sovrapponibili”. Un adolescente con un Indice di massa corporeo elevato e iperglicemia potrebbe essere affetto sia da diabete di tipo 1 che di tipo 2. “Per distinguerli è necessario ricercare gli autoanticorpi specifici del diabete, indicatori del processo autoimmune tipico del tipo 1, e valutare la resistenza all’insulina, caratteristica del tipo 2. Poiché la classificazione determina la terapia – osservano gli autori dello studio – è fondamentale stabilire un percorso diagnostico che garantisca una diagnosi corretta”. La riflessione della dottoressa Crume è che “i servizi necessari non devono limitarsi a gestire un numero crescente di giovani pazienti; devono garantire che ogni bambino con diabete di nuova insorgenza venga sottoposto agli opportuni esami metabolici e alla ricerca di autoanticorpi, anziché essere classificato sulla base di una semplice impressione clinica”. 

“Vent’anni fa, un endocrinologo pediatrico avrebbe potuto mostrare perplessità di fronte a un adolescente con diabete di tipo 2; oggi, invece, si tratta di una condizione ormai frequente e in costante aumento nella pratica clinica. Lo stupore – prosegue Crume – persiste ancora nell’ambito della medicina di base e sul territorio, dove il diabete di tipo 2 infantile può essere sottovalutato o non diagnosticato a causa della convinzione, ormai superata, che si tratti di una malattia tipica dell’adulto. Il rischio reale, quindi, non è tanto lo shock dei medici, quanto piuttosto la possibilità che il diabete di un giovane passi inosservato o venga trattato in modo inadeguato”. 

“Il pericolo è notevole, ed è proprio per questo che tali tendenze rivestono un’importanza cruciale. Il diabete di tipo 2 insorto in giovane età è una malattia più aggressiva rispetto alla stessa diagnosi formulata in un adulto di mezza età. Le cellule pancreatiche produttrici di insulina subiscono un deterioramento più rapido, il controllo della glicemia risulta più complesso e le complicanze a carico di reni, occhi, nervi e cuore possono manifestarsi nel giro di pochi anni anziché nell’arco di decenni. Un ragazzo a cui viene diagnosticata la malattia a 14 anni rischia di dover affrontare tali complicanze già nella prima età adulta; inoltre, il diabete di tipo 2 a insorgenza giovanile è associato a una riduzione dell’aspettativa di vita”, conclude Crume.  

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