Franzese (ViiV Healthcare Italia), ‘aderenza terapeutica riconosciuta negli aspetti chiave’
(Adnkronos) – “Sul territorio abbiamo un quadro generale di tutta Italia. Nei vari centri l’aderenza terapeutica è abbastanza riconosciuta nei suoi aspetti chiave, poiché è strettamente legata alla soppressione virologica e, di conseguenza, alla non trasmissibilità del virus. Il principio dell’U=U (Undetectable = Untransmittable, ovvero “Carica virale non rilevabile = Virus non trasmissibile”) è ormai universalmente condiviso”. Lo afferma Sonia Franzese, head of Hiv medical scientists ViiV Healthcare Italia, intervenendo a Milano alla presentazione di “Aderenza in Hiv”, la nuova sezione del sito ViiV Healthcare dedicata alla continuità di cura.
“Tuttavia – prosegue Franzese – l’aderenza deve andare oltre la singola misurazione della soppressione virologica. Ciò che il clinico deve fare è garantire che sia duratura nel tempo, tenendo conto delle tante fragilità che la mettono alla prova. Si tratta di fragilità che possono essere esterne — dovute a un percorso non ben organizzato — oppure interne, ovvero intrinseche alla persona. Dal punto di vista terapeutico, dover seguire un trattamento per molti anni può incidere sull’aderenza vera e propria”.
La vera sfida quindi “consiste nel comprendere a fondo questi aspetti e condividerli con il paziente, rafforzando in primo luogo la relazione medico-paziente. Al contempo, le istituzioni devono riuscire a strutturare percorsi costruiti sulle reali esigenze delle persone con Hiv, offrendo il necessario supporto all’aderenza per rendere sostenibile una terapia a lungo termine”.
Non mancano, però, le disparità tra i centri: “Avendo a disposizione una panoramica dell’intero territorio nazionale, emergono ancora chiare difformità tra le diverse strutture, legate a molteplici fattori. Tra questi vi sono le criticità organizzative: non tutti i percorsi risultano ben strutturati o ritagliati sulle esigenze dei pazienti, ed è su questo che dobbiamo lavorare tutti insieme. Come direzione medica, il nostro impegno è orientato a uniformare le conoscenze scientifiche, favorendo la condivisione delle esperienze e delle buone pratiche dei centri più organizzati con le realtà che stanno muovendo ora i primi passi”, conclude Franzese.
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