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Ciao. Sono la Befana.

Sì, proprio io.

No, non sono la vecchia dal naso lungo, con quell’orribile cappello, che vola a cavallo di una scopa.

Oggi, quella Befana non usa più. Io sono giovane, sempre giovane, non importa quanti anni siano trascorsi o debbano ancora trascorrere, e sono molto carina (ognuno può immaginarmi come gli piace secondo i suoi canoni estetici).

Inoltre, mi rifiuto di svolazzare su una vecchia scopa come le streghe (anche loro non sono più di moda).

Dobbiamo dire basta a questi stereotipi antiquati!

Anche perché io vivo su un Pianeta lontano lontano. Voi Umani, per fortuna, non l’avete ancora scoperto. Infatti, è meraviglioso, come doveva essere la Terra prima del vostro arrivo.

Ogni anno, quando sta per arrivare la mia festa, acchiappo il mio asteroide personale (altro che scopa!) e parto.  Arrivo in vista della Terra con tanti doni, almeno quelli che posso caricare sui satelliti del mio asteroide che ci seguono allacciati fermamente con una catena a cascata di luci stellari.

Non è facile essere la Befana al giorno d’oggi.

Prima di tutto, sulla Terra ci sono molti più abitanti e questo complica parecchio il lavoro.

Poi, il mondo, in tutti questi millenni, non è migliorato affatto. Anzi! I ricchi sono rimasti sempre ricchi (o più ricchi ancora) e i poveri sempre poveri (o più poveri ancora). La crudeltà, la corruzione, il tradimento, l’egoismo, sono uguali a secoli fa. Forse, sono cambiati gli abiti, le usanze, ma, per il resto, è tutto tale e quale.

I bimbi, però, aspettano ancora una sorpresa da me perché essi hanno il cuore puro e appendono con fiducia la calza perché io la riempa.

Non è difficile farlo nel mondo facoltoso. Essi richiedono regali che mi posso procurare con facilità. Forse, non sono più trombette, cavalli a dondolo, bambole immobili e mute…

Ora sono play station, spade laser, auto sportive telecomandate, ombrelli al contrario, lampade, chitarre elettriche, bambole interattive, cellulari e tecnologie varie.

Ma non ci vuole tanto a far arrivare loro gli oggetti dei desideri direttamente dai miei satelliti.

Il problema sono i milioni di bambini che non hanno cibo, acqua, casa. Le loro domande sono molto più semplici eppure io non riesco a esaudirle.

Avrebbero bisogno di un luogo dove abitare, degli alimenti sostanziosi, acqua pulita, medicine per quando sono malati e vaccini. Invece, molte volte, non hanno più neppure la mamma o il papà.

Per la Befana è un grande dolore non esaudire la richiesta di un bambino o di una bambina.

Però, cerco di fare del mio meglio.

Qualche volta, durante l’anno, entro nei sogni degli Umani, quelli che hanno conservato un cuore fanciullino. Li spingo ad aiutare chi ha meno, a prendersi cura dei bambini del Pianeta, a rinunciare a qualche insignificante superfluo per salvare un Essere Umano.

Spesso ci riesco, ma è pur sempre poco.

Il mondo non ha pietà. L’ingiustizia e la prevaricazione dettano legge.

Alla fine, tutto ciò che io posso fare ancora è solo inviare infiniti sogni con una cascata di luci stellari, proprio la notte della Befana.

Così, tutti i bambini della Terra ricevono, almeno in sogno, abbracci, coccole e baci.

Ora, vi state chiedendo se la Befana spedisca Amore anche a quei bambini che hanno già accettato costosi doni nella loro calza di lusso.

Sì, certo. Anche a loro. Qualche volta, quei piccoli fortunati hanno persino più bisogno di affetto e di attenzione.

Amore, tanto Amore, è il dono autentico della Befana.

Quello che non costa denaro ma sentimento.

Lo so, è solo un sogno.

Che può donare luce e calore alla realtà.

 

Renata Rusca Zargar