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Al centro il parziale utilizzo della mitica Villa Brasini

Taranto. Forza Armata e associazione civile a confronto per tracciare un percorso comune utile sia per il personale in servizio che per l’intera collettività.

Un proficuo incontro programmatico si è svolto, nella sede del comando della Svam, Scuola Volontari Aeronautica Militare, fra il comandate col. Claudio Castellano e il presidente della locale sezione Anua (Ass. Naz. Ufficiali Aeronautica) dott. prof. Aldo Marturano. Col comandante c’era il ten. col. Cuc Francesco Papapietro; e per l’Anua c’erano anche il segretario gen. Domenico Rossini, il responsabile Gep Marino Oliva e l’addetto stampa Antonio Biella.

Un incontro basato sull’antica e proficua collaborazione fra la Scuola  e l’Anua , ma che ora è andata oltre avviando una programmazione feconda di incontri culturali ma anche ludico-sociali, sia per i militari e gli allievi, sia per le loro famiglie come quelle degli appartenenti al sodalizio .

In un vivace scambio di idee e di propositi, durato quasi l’intera mattinata, sono stati messi a fuoco numerosi  argomenti: conferenze per il personale e gli allievi sui diritti e doveri dei dipendenti dello Stato e in particolare per i militari (all’Anua di Taranto sono iscritti giudici e noti avvocati); su questioni ambientali a cui la città di Taranto è sensibilissima e la Forza Armata da tempo ha saputo dare risposte valide; su eventi  di carattere culturale e tutto ciò che può permettere di aprire la struttura alla città.

Al centro del pensiero di tutti c’è stata la celebre Villa Brasini, già palazzina comando del Regio Idroscalo “Luigi Bologna”. Un palazzo di notevole pregio architettonico firmato, ai primi del ‘900 dall’architetto  Armando Brasini, lo stesso che progettò il Palazzo del Governo sul lungomare, ma molte più grandi opere soprattutto a Roma, come il Ponte Flaminio e  l’entrata monumentale del giardino zoologico di Villa Borghese.

Lo stile della palazzina comando della Svam di Taranto si distacca completamente dall’austero e “pesante” Palazzo del Governo, mentre ricorda molto la seicentesca Casina Nobile di Villa Borghese, quella che ospita l’omonima Galleria.

Come tutti sanno, Villa Brasini  (che giorni fa è stata inserita nei luoghi del Fai) da anni è chiusa per uno smottamento del terreno che ne ha messo in discussione la stabilità. Ebbene, nonostante il problema statico sia molto serio e occorrerebbero fondi notevoli per riparare il danno, dal comandante  Castellano è venuta una buona notizia: lo smottamento, ovviamente, c’è, ma riguarda solo un’ala del palazzo , tanto che la maggior parte dell’edificio  potrebbe essere  utilizzato – ad esempio –  per un’esposizione museale che racconti la storia dell’idroscalo.

Una storia ricca, visto che da qui sono passati personaggi come Francesco De Pinedo, pioniere dell’aviazione , grande trasvolatore (mitica quella di 55mila km. in idrovolante sino a Melbourne in Australia); Italo Balbo, che raggiunse l’America e fu poi protagonista della trasvolata Taranto-Odessa (località divenuta drammaticamente di attualità per la crisi in Ucraina) partita proprio dal Mar Piccolo; e frequenti erano le visite di Mussolini che veniva qui a trovare il figlio Bruno, quello che morì colpito in combattimento col proprio aereo. Antiche testimonianze riportano che Mussolini mettesse insieme il piacere di incontrare il figlio col piacere di gustare – a Villa Brasini –  la cucina  del cuoco , un grottagliese che gli serviva manicaretti pugliesi che non urtavano la nota gastrite dell’allora capo del Governo.

Villa Brasini, quindi, un tempo sede di grandi imprese aeronautiche e oggi possibile polo museale per quanti amano l’Aeronautica e questo angolo di natura e storia del Mar Piccolo.

Il comandante Castellano e il presidente Marturano, con i rispettivi collaboratori, si sono dati appuntamento a breve per definire meglio una scaletta di iniziative.
(Antonio Biella)