1

“Ripensando Ethra”. Nuovo libro del poeta e scrittore-giornalista Riccardo Catacchio

Taranto. Quasi sei anni dopo il successo del libro di poesie “Nato tra 2 mari”, in questi giorni ha visto la luce coi tipi della tarantina Scorpione Editrice (fondata nel 1983 dal prof. Pietro Massafra, attualmente direttore editoriale ed amministratore unico della stessa società) il nuovo libro di Riccardo Catacchio “Ripensando Ethra” che reca il sottotitolo “Diario da una città siderurgica / una grande bellezza stuprata”. Libro che per l’autore, poeta e scrittore-giornalista, è l’estinzione di un debito di riconoscenza nei confronti della sua città e di quanti negli anni hanno lottato contro il suo inquinamento atmosferico. Lo dedica alla sua amata Mary e “a tutte le mamme tarantine che eroicamente lottano per salvare i propri figli dove sotto un cielo sereno si respira veleno”.

Il libro si avvale della prefazione del professore per la pace e l’ambiente Alessandro Marescotti, presidente di Peace Link, ed è corredato, fra l’altro, da documentazione fotografica dei titoli dei quotidiani che negli anni hanno raccontato il dramma dell’inquinamento atmosferico di Taranto, attraverso soprattutto le manifestazioni di protesta della cittadinanza per la difesa dell’ambiente e la tutela del diritto alla salute.

E l’autore ringrazia le varie testate (La Gazzetta del Mezzogiorno – Quotidiano – Taranto Buonasera – Corriere del Mezzogiorno – Le testate tarantine on. Line) dalle quali ha ricavato alcune importanti testimonianze iconografiche. In particolare riporta gli articoli con foto “Più morti di tumore in città ma anche nei comuni vicini”, “Veleni, Tamburi di guerra”; “Tumori da inquinamento e mortalità dal nuovo studio conferme     “choc   “; Eccesso di tumori infantili i dati choc dello Studio Sentieri”. Ed inoltre le foto di alcune delle tante proteste in città con alcuni titoli dei cartelloni: “TARANTO NON VUOLE MORIRE PER L’ACCIAO”; “I bambini di Taranto vogliono vivere. IO DEVO VIVERE”, “IL TEMPO E’ SCADUTO: CAMBIAMO TARANTO / ALTERNATIVE DI SVILUPPO”.

Ed anche la foto con il pensiero del Santo Papa Francesco “a tutte le mamme e a tutti i papà che hanno pianto e piangono per la morte e la sofferenza dei loro figli” nel videomessaggio alla giornata inaugurale della Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltasi a Taranto nel mese di ottobre 2018, ricordando le vittime dell’inquinamento.

Ma torniamo alla presentazione di Alessandro Marescotti, il quale scrive, fra l’altro: “Riccardo Catacchio Marescotti” ha vissuto una storia parallela alla mia e non ci siamo mai incontrati, parlati e incrociati. Fino a quella telefonata, fino alle poesie che ho sfogliato. E in tutto questo vedo i fili nascosti di una storia corale che abbiamo scritto assieme, e che la poesia ha saputo sondare in tutta la sua profondità”.

“Poesie che raccontano di una città ferita, di persone costrette a combattere una guerra difficile da comprendere per chi non vive a Taranto. Una guerra contro la paura e le malattie. Contro i giorni di vento che proviene dalla fabbrica, un giorno orgoglio cittadino e oggi fonte di timori e inquietudini”.

L’autore stesso ci ha detto che in uno dei primi incontri di presentazione del libro consegnerà in segno di personale solidarietà alcune copie della sua pubblicazione ad una rappresentanza delle mamme del Rione Tamburi più drammaticamente colpite dalle conseguenze dell’inquinamento.

Da sottolineare che sua poesia beneficia dell’abitudine della chiarezza, quell’abitudine che il giornalista assimila nell’esercizio quotidiano che è basato sullo sforzo di farsi comprendere, di non essere mai oscuro e involuto. Ma ogni giornalista sa che ci sono parole ricercate da collocare come piccole pietre preziose in qualche punto del discorso. E nelle sue poesie si trovano entrambe le cose: la semplicità e il tocco di eleganza, la scelta inusuale delle parole, perché la poesia non è la consuetudine ma la rottura della consuetudine linguistica. E’ l’irrompere di una spiritualità inquieta. E lo notiamo in tutte le sue poesie particolarmente quelle dedicate in questo volume alla scomparsa moglie, come in

“Una rosa per Mary” (settembre 2020).

“Se avrò via libera dal triage / che mi faranno, / le porterò una rosa / per dirle che aspetto / il suo grande amore. / Le porterò una rosa / per dirle di tornare presto / perché questa casa vuota / ora è solo uno squallore: / Non voglio una casa / piena solo di ricordi: / io voglio, amore, / il tuo sorriso, il tuo calore. / Quanto è freddo il vuoto / popolato da fantasmi / che uccidono i nostri sogni / ed i nostri bei ricordi, / come se volessero dirci / che il passato è già vissuto / con le emozioni / che insieme vivemmo. / Ti porterò una rosa, / rossa come quella / che ti portai allora. / E fu una vita insieme, / amore.”

Oppure anche come in tutte le altre poesie, tra cui

 “Se si può sognare” (ottobre 2019). “Non ditemi che non si può / sognare, / come dire vivere, / soffocati da beffardo destino / in questa mia amata città / dove si lotta / con il veleno nel sangue / e il cuore in mano, / come in migliaia dai Tamburi / in un esposto alla Magistratura. /La mia gente è stanca, /lotta, non demorde e spera / perché il suo amore / per questa città / è il suo credo”.

Tutti conoscono Riccardo Catacchio. Riportiamo, comunque, alcune note. Giornalista, è nato a Taranto, dove risiede. Edotto in cultura professionale giornalistica alla Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Urbino, riconosciuta dalla F.N.S.I. (1955-1959), per molti anni corrispondente di giornali (“La Voce Repubblicana”, “Il Messaggero” di Roma, “Telesera” di Roma, “La Tribuna del Mezzogiorno” di Messina, “Il Gazzettino” di Venezia e dell’Agenzia giornalistica “Reuter”), ha svolto intensa attività pubblicistica, collaborando a giornali e riviste con note letterarie, racconti e critiche d’arte. Entrato al “Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata” nel 1961, ha percorso tutte le tappe della carriera professionale nello stesso quotidiano, del quale è stato direttore responsabile dal 23 gennaio 1986 all’aprile 1991 (in quel periodo anche il sottoscritto vi collaborava).

Giornalista pubblicista dal 1958, professionista dal 1962, anno in cui curò la pubblicazione del settimanale cattolico “Dialogo”.

E’ stato segretario e quindi vice presidente dell’Associazione interregionale della Stampa di Puglia e Lucania e componente della Commissione di esami d’idoneità professionale dei giornalisti presso l’Ordine nazionale dei giornalisti. Già membro del collegio nazionale dei probiviri della F.N.S.I. e già segretario della sottosezione di Taranto dell’U.C.S.I. (Unione Cattolica Stampa Italiana).

Sue pubblicazioni: “Intervista con l’acciaio” (inchiesta 1975); “L’uva nera nella sabbia” (narrativa 1976; “Emozioni” (poesie 2015; in copertina l’opera di Nicola Andreace “Suonatore di chitarra”), “Nato tra 2 mari” (poesie 2016, volume dedicato al figlio Giovanni, giornalista, scomparso a solo 39 anni nel 2004) ed ora questo volume “Ripensando Ethra – “Diario da una città siderurgica / una grande bellezza stuprata” con in copertina l’opera di Enzo Nisco “Ethra e Falanto” pubblicata ne “La Storia di Taranto illustrata” (1 gennaio 2016 – Scorpione Editrice).

E Riccardo Catacchio ripensa a Etra, figura della mitologia greca, e al marito Falanto, che dopo un lungo viaggio sbarcarono a Saturo, località ancora esistente a pochi chilometri dall’attuale Taranto, loro unica colonia spartana da loro fondata.

Ma tante sono le notizie riportate, tra cui un momento di sconforto dei due e nella foto vediamo Falanto, seduto per terra con il capo poggiato sulle ginocchia della moglie Ethra, che lo bagna con le sue lacrime.

Ricordiamo ancora ai lettori che Riccardo Catacchio, ha ottenuto numerose segnalazioni e premi letterari, tra i quali il “Premio Torino” 1957; finalista al “Premio Nazionale Lipparini” nel 1960. Sue presentazioni biografiche in “Chi è? Nel giornalismo italiano”, nella “Piccola Enciclopedia tarantina” di Giovanni Acquaviva e Angelo Fanelli, e in “Fra l’uva e l’uliva – Testimonianze su venti protagonisti della cultura ionica” di Angelo Lippo.  A 18 anni alcune sue liriche furono incluse nell’antologia “Poeti de La “Zagara”, edita a Reggio Calabria.

“Ripensando a Ethra” è un volume di 108 pagine (più copertina con alette a colori).

Questo l’indice con i titoli (tra parentesi la pagina) che vi diranno forse più di quanto abbiamo scritto: Dedica (3), Ripensando Ethra (5); Al lettore (7); Alessandro Marescotti (9); Montale (15); Genitori tarantini (17); Ethra – da Wikipedia (18); Falanto ed Ethra – pannello (19); Tarentineide (21); Esistenziale (23); Mi nutre il mare (24); Non un Haiku (27); Tamburi di guerra (30); Dilemmi – Lamento per noi (32); Tra due mari (36); Andando vi dico (37); Transumanza (39); Amici in cielo (41); Veleni (42); Se i bambini non hanno (43); In un deserto di coscienze (45); In corteo (39); Bagliori di fuoco (48); Un gabbiano e gli altri (49); Wind days a Taranto (50); Codice Asl 048 (51); Niente allarmismi… (52); Eppur si vive (54); Tra me e voi (57); Sottovoce (59); Vorrei un aedo 860); Sperando di sognare (61); Verrò con te (63); Solo tu (65); Quanti voli (66); “Sul cammino (68); Volare (69); Un velo (70); Tra luci e ombre (71); Battiti di vita (73); La macula (74); La trasparenza (75); Senza luce (76); Una stella (77); L’orata (79); Vibrazioni (81); Ti chiederò (82); E’ difficile volare (73); “Floriana (85); “Una rosa per Mary ( 86); Sognando con Bubù (87); E se un giorno (88); Ti cercherò (89); Mary per sempre (93); Senza di te (94); Amen (95); Se si può sognare (99); Resiliente (100); Ciliegi in fiore (102); Il pensiero del Santo Padre ( 103).

Un libro che è un piacere leggere, scoprire e amare.

Invitiamo i lettori a rivolgersi, per informazioni e per richieste del volume, a: SCORPIONE EDITRICE S.R.L. – Via Mignogna, 1 – 74123 TARANTO (ITALY); tel. +390994593993; e-mail: scorpioneeditrice@libero.it

e-mail: info@editricescorpione.it

Nelle foto: 1) La copertina del volume “Ripensando Ethra”. 2) Il prof. Alessandro Marescotti. 3) Cartellone di protesta: “Taranto non vuol morire per l’acciaio”. 4) Ethra e Falanto, personaggi della mitologia greca, fondatori dell’attuale Taranto in un’opera di Enzo Nisco. 5) Scorpione Editrice S.R.L.

(Nino Bellinvia)