La poesia si fa soglia: Lucifero

Oggi, per la rubrica Sapore di poesia, sostiamo al fondo: Lucifero. Non cerchiamo nella figura una spiegazione o un significato prestabilito. Restano pochi segni — il gelo, le ali, il volto, l’ombra — e uno spazio nel quale qualcosa può affiorare.
Lucifero
gelo profondo
ali lacerate
volto nel ghiaccio
tre bocche aperte
ombre sospese
nel buio
silenzio
una lacrima
scende
nella notte
Commento
La poesia procede per sottrazione e concentra Lucifero in una scena minima. Il gelo, le ali lacerate, il volto, le bocche e le ombre restano immagini autonome: il testo non ne determina il significato.
Il verso isolato, «silenzio», introduce un arresto. La chiusa raccoglie poi un solo movimento — la lacrima che scende nella notte — senza spiegarlo né trasformarlo in conclusione. La poesia termina sulla soglia; ciò che quella lacrima, il gelo o la notte possono significare resta affidato liberamente al lettore.
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Zeno V. Bolciani
Sabato, 2 agosto 2025 – Anno XIX