La poesia si fa soglia: introduzione dell’Inferno

Introduzione: i primi tre versi dell’Inferno
Apriamo oggi la seconda puntata della rubrica Sapore di poesia dall’incipit della Commedia: la selva oscura. La poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia» non ripercorre i versi danteschi e non ne spiega il significato: lascia sulla pagina pochi segni — alberi, sentiero, ombra, passi — e si arresta.
Selva oscura
alberi nel buio
sentiero interrotto
rami sul passo
ombra tra i tronchi
una luce
oltre le foglie
silenzio
un passo
resta
nella selva
Commento
La scena è ridotta a pochi elementi concreti: gli alberi, il sentiero, i rami, l’ombra e una luce. Non viene raccontato lo smarrimento dantesco e non viene indicato al lettore quale significato attribuire alla selva.
Anche «una luce / oltre le foglie» rimane un’immagine pura: il testo non dice che cosa rappresenti quella luce né se debba essere interpretata come salvezza, speranza o guida.
Il verso isolato, «silenzio», introduce l’arresto. La terzina conclusiva — «un passo / resta / nella selva» — non risolve la scena: il passo non avanza e non torna indietro. Resta.
La poesia termina in questo punto di sospensione. Ciò che può affiorare dalla selva, dalla luce e da quel passo appartiene liberamente al lettore.
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Zeno V. Bolciani
Sabato 29 marzo 2025 – Anno XIX