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Genova. E’ una fotografa di professione che però dimostra nei suoi bellissimi scatti di essere soprattutto fotografa appassionata. Le sue mostre ottengono grande successo, è Laureata in Lingue e Letterature straniere, impegnata nel volontariato, specializzata nelle foto di eventi, in servizi aziendali e commerciali, ha all’ attivo numerose mostre ed importanti reportage in Brasile, Marocco, Namibia e Nepal: è la fotografa genovese Cristina Corti,

“Dalle sue foto – ha scritto di lei il noto scrittore, esperto d’arte e collezionista Armando D’Amaro – si percepisce immediatamente il forte coinvolgimento emotivo che la spinge ad immortalare momenti particolari. Fra le sue foto più belle quelle realizzate per descrivere lo sport e la disabilità, scatti relativi all’ allenamento ed alle gare di ragazzi e ragazze disabili che cercano attraverso lo sport di affermare la propria personalità, riuscendo così a vivere una vita piena e soddisfacente”.

La Corti, che vive a Bogliasco, ha all’attivo un gran numero di interessanti ed importanti mostre fra cui spicca la più recente e davvero notevole realizzata nell’ambito del programma italo francese Alcotra Italia Francia Mobil, un racconto di spazi e di storie di tutto ciò ruota attorno alla ferrovia internazionale Nizza- Ventimiglia-Cuneo: paesaggi, città, persone, emozioni e treni.

“Prediligo lo stile del reportage- ci spiega Cristina Corti- e del ritratto ambientato in senso ampio, come armonia di spazi e persone. Un genere che realizzo nei servizi di cerimonia, feste, eventi e convegni, così come nelle foto industriali e di scena, nei reportage di viaggio e nei ritratti di bimbi inseriti nel loro ambiente. Cerco di mantenere l’autonomia e la spontaneità del fotografo amatoriale attraverso ricerche e progetti personali coniugandole con il senso di responsabilità che, come professionista, ho verso chi mi affida momenti preziosi della sua vita affinché li trasformi in ricordi indelebili. Luce, persone, entusiasmo e curiosità sono gli ingredienti fondamentali della mia fotografia”.
(Claudio Almanzi)