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Il 19 marzo alle ore 21, si è tenuta una conferenza virtuale in inglese e spagnolo coordinata da  CIAMS, un’organizzazione internazionale impegnata contro la pratica della maternità surrogata nel mondo, dal titolo “Politiche pubbliche per l’uguaglianza di genere e GPA”.

CIAMS raggruppa più di  quaranta associazioni da 13 paesi e 3 continenti che si battono per i diritti delle donne e umani, è radicata nei valori femministi sulla parità di genere tra uomini e donne ed è a favore all’uguaglianza sessuale etero e omo. Per questo, si batte contro il cosiddetto “utero in affitto” dove la donna che conduce una gravidanza per altri (GPA) non è considerata persona ma un animale da allevamento intensivo, che vale per quanto produce.

Relatrici di tale videoconferenza sono state quattro esperte di quattro paesi coinvolti direttamente in questa pratica mostruosa.

Sheela Saranavan, ricercatrice universitaria, ha spiegato che in India tale uso inizialmente non era regolamentato. Ora, la legge, invece, consente che una donna possa prestarsi a tale servizio solo in termini altruistici, quindi senza essere retribuita, a beneficio di amici e conoscenti e solo per una volta. Oltre a ciò, il ricorso a questa pratica è stato impedito a omosessuali, single e stranieri. La legge tenta di arginare, quindi, un sistema di sfruttamento del corpo femminile originato soprattutto dalle condizioni di indigenza in cui si trovavano le donne indiane che vi si sono prestate.

Esse, infatti, in cambio del benessere economico, mettevano a repentaglio la propria salute sottoponendosi a una continua sollecitazione dei propri organi riproduttori.

La tratta e lo stupro delle ragazze anche di 13 anni erano simili sia che l’obiettivo fosse la prostituzione che la maternità surrogata, e venivano persino scelte le donne di pelle più chiara! Ora la maternità surrogata per fini commerciali è reato ed è punita con la reclusione. Se così non fosse, le vedove e le divorziate sarebbero costrette a prestarvisi per incrementare i guadagni del gruppo parentale.

Per il Regno Unito ha, quindi, parlato Elizabeth Purslow, ostetrica, infermiera, impegnata anch’ella contro la GPA.

Nel Regno Unito, la forma retribuita non è legale al contrario di quella altruista che è stata legalizzata nel 1985 con il Surrogacy Arrangmements Act. Prima, c’erano stati casi di persone che avevano partorito e dato via anche 13 bambini. Una signora, in un’intervista, aveva affermato: “Mi piace partorire, questo è il mio settimo bambino surrogato”, oppure c’erano stati casi di famiglie che avevano commissionato più bambini a più donne contemporaneamente  (una coppia  ha comprato in questo modo tre bambini in sei mesi).

Qualche volta succede anche che i committenti cambino idea, magari divorzino, oppure non gli piaccia il bambino che è nato e lo rifiutino.

Negli Stati Uniti, la pratica è legale  in otto stati federali, primo fra tutti la California. La maternità surrogata americana è molto richiesta e costosa (tra i 90mila e i 150mila dollari). Così, in questo periodo, si privilegia l’Ucraina, dove la maternità surrogata è accessibile a un prezzo concorrenziale, oscillando infatti tra i 30000 e i 700000 dollari, le donne sono di carnagione bianca, quindi molto apprezzate dagli Italiani.

Che piaccia la carnagione bianca lo comprendiamo anche  dalla cronaca odierna:  i profughi ucraini sono accolti a braccia aperte e non certo abbandonati nelle foreste o in mare a differenza di  altri ugualmente provenienti da guerre come Africani, Siriani, Afghani, Yemeniti, ma non altrettanto chiari.

L’Ucraina, poi, è assai vantaggiosa anche perché le donne e i bambini non hanno alcuna protezione: conta solo la soddisfazione dei clienti che controllano l’andamento della gravidanza, il numero degli embrioni inseminati e tutto il resto. Essi possono scegliere il sesso del nascituro che, ovviamente, dovrà essere perfettamente sano. Lo stesso TG2 italiano ha affermato che la GPA in Ucraina è facile ed economica.

A sentire questi discorsi, sembra di andare al supermercato e prendere un prodotto dallo scaffale: basta allungare il braccio e passare alla cassa.

Maria Dmytrieva, attivista ucraina per i diritti umani, è riuscita a collegarsi lo stesso nonostante si trovi nel suo paese in guerra. Ha ricordato lo scandalo dei bambini commissionati incagliati a Kiev a causa del lockdown durante le fasi acute del Covid (7) Maternità surrogata, il caso Ucraina: il commento di Alberto Gambino – YouTube ). Anche in questi giorni sentiamo che ci sono molte gestanti pronte a partorire e molte altre che hanno partorito negli scantinati e  non si sa se quei bambini potranno lasciare il paese e in quali condizioni.

Quando si pensa che le donne dell’est siano più libere di molte altre, bisogna ricredersi: quale trattamento nei confronti delle donne è più violento che far loro crescere un figlio nel ventre, come fosse un macchinario, per darlo via, peggio di un gatto o di un cane? La madre genetica e anche il figlio  vengono considerati come un contenitore e un contenuto privi di diritti. Che amore potrebbero, allora, dare dei genitori che si sono comprati due esseri umani, approfittando della loro superiorità economica?

Berta O. Garcia ha recentemente esposto le sue idee  alla Camera dei Deputati  del Messico e le ha ribadite nella video conferenza.  La maternità surrogata, ha concluso, si basa sullo sfruttamento della nostra capacità riproduttiva in nome di pregiudizi sessisti e patriarcali che giocano contro di noi donne, incluso il nostro presunto desiderio innato di donare agli altri e il nostro senso del sacrificio. In questo modo, la maternità surrogata rafforza e consolida le disuguaglianze strutturali storiche tra donne e uomini.  La maternità surrogata, inoltre, non è né una pratica medica né una tecnica di riproduzione umana assistita. Mentre è vero che gli attori e le procedure mediche sono coinvolti, la pratica non è medica come non è medica la pena di morte per iniezione letale. Infatti, sebbene l’iniezione letale coinvolga attori e procedure mediche, non sfugge a nessuno che non salvi la vita del prigioniero e non migliori la sua salute. Bene, lo stesso vale per la maternità surrogata che, sebbene coinvolga attori e procedure mediche, non cura o inverte l’infertilità e migliora la salute di nessuno; al contrario, mette in pericolo la salute e la vita della gestante e mette in pericolo la vita e la salute del neonato. Una tale gravidanza moltiplica i rischi rispetto a una gravidanza normale. Secondo uno studio condotto in Olanda per 10 anni su donne in gravidanza nel contesto della maternità surrogata, l’ipertensione gestazionale o pre-eclampsia e le emorragie durante il parto e nel periodo post-partum sono due volte più comuni rispetto alle gravidanze normali, i parti indotti sono cinque volte più numerosi del tasso raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E, naturalmente, la GPA è una causa di morte in molti casi.

In questo mondo, per denaro si può avere tutto e si può giustificare qualsiasi ignominia.

Avremo ancora la forza di ribellarci o rimarremo indifferenti come al solito?
(Renata Rusca Zargar)