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Pensionato della Val Bormida raggirato con una falsa piattaforma d’investimento: i Carabinieri ricostruiscono il percorso del denaro fino a Malta

Altare. Un investimento in criptovalute, proposto attraverso una piattaforma apparentemente affidabile, si è trasformato in una truffa da circa 17mila euro ai danni di un pensionato della Val Bormida. Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Altare hanno portato all’individuazione di due persone, residenti rispettivamente in Calabria ed Emilia-Romagna, ora indagate in stato di libertà per truffa.

La vicenda risale allo scorso dicembre, quando l’uomo si era rivolto ai militari dopo essersi reso conto di essere stato raggirato da presunti promotori finanziari con i quali era entrato in contatto attraverso telefonate ed e-mail. Convinto di poter ottenere rendimenti interessanti investendo in criptovalute, aveva effettuato nel tempo numerosi bonifici bancari sulla base delle indicazioni ricevute.

La somma complessivamente versata aveva raggiunto circa 17mila euro. I guadagni prospettati, però, non erano mai arrivati e al pensionato non era stato restituito neppure il capitale investito. Da qui la decisione di rivolgersi ai Carabinieri e l’avvio degli accertamenti.

Le indagini della Stazione di Altare hanno permesso di risalire ai presunti intestatari dei conti correnti sui quali erano confluiti i bonifici. I militari hanno inoltre ricostruito i successivi movimenti delle somme, individuando un ulteriore trasferimento verso un rapporto bancario aperto presso un istituto di credito con sede a Malta.

Al termine degli accertamenti due persone, già censite nelle banche dati delle Forze di Polizia, sono state indagate in stato di libertà per truffa.

Il caso richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati alle proposte di investimento online che promettono rendimenti elevati e apparentemente privi di rischi. Prima di versare denaro è opportuno verificare l’identità e l’autorizzazione dell’intermediario, controllare attentamente il sito utilizzato e, in presenza di dubbi, rivolgersi alle Forze dell’Ordine o agli organismi di vigilanza competenti.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità delle persone indagate dovrà pertanto essere accertata definitivamente nel corso del giudizio.
Foto fornita dall’Ufficio stampa
Ant.Dov.
Domenica, 9 agosto 2026 – Anno XX