image_print

Loano. Si sono svolti questa mattina nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata dei Padri Cappuccini, in via dei Gazzi, i funerali di Antonio Landi, presidente del Banco di Solidarietà loanese.

Alla cerimonia funebre, oltre al sindaco della città Luca Lettieri, era presente una folla di amici e tanti rappresentanti e delegati di decine di associazioni ed enti civili, militari, pubblici, privati e religiosi con i quali Landi aveva collaborato nella sua lunga militanza nel mondo sportivo, devozionale e del volontariato. Soprattutto noto per le molteplici iniziative a ed attività legate al volontariato, Antonio è mancato improvvisamente a 71 anni. Ex dipendente comunale, geometra e tecnico molto apprezzato dai vari primi cittadini che ne hanno potuto conoscere le doti lavorative ed umane, si è sempre impegnato non solo nel volontariato, ma anche in ambito sportivo e devozionale.

Col Banco era impegnato a sostenere chi aveva bisogno e si occupava di dare conforto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà. Era uno dei più attivi ed apprezzati animatori e sostenitori della manifestazione che ogni anno precede il Meeting estivo di Comunione e Liberazione: il famoso Premeeting, l’evento della associazione culturale Cara Beltà di Varigotti che si svolge tutti gli anni alla Marina di Loano e nel quale Antonio ha avuto occasione di intessere amicizie e relazioni con le più importanti figure del mondo della cultura, del giornalismo e della solidarietà che sono state ospitate dall’evento.

La cerimonia funebre è stata toccante con i figli Stefano ed Jacopo che, oltre a fungere da chierichetti, hanno anche letto insieme un famoso e struggente passo di San Tommaso Moro che recita: “Dammi o Signore, una buona digestione ed anche qualcosa da digerire. Dammi la salute del corpo, col buonumore necessario per mantenerla. Dammi o Signore, un’anima santa, che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla Tua presenza la via per rimettere di nuovo le cose a posto. Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti, e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che si chiama: io. Dammi, o Signore, il senso dell’umorismo, concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri”.

Dopo le esequie funebri in Santa Maria Immacolata il feretro è stato trasportato al cimitero di Ceriana in provincia di Imperia., dove è stato tumulato.                                                                                    La nostra redazione si unisce al dolore della moglie Maria Bambina Scola, docente di Lingua Inglese al “Falcone” di Loano, dei figli Stefano con Annalisa e Jacopo con Anna, i cognati Stefania e Salvatore, i nipoti Gianluca, Gabriele ed Eleonora, il pronipote Leonardo, con la suocera Ambrogia, dei parenti e dei tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.
(Claudio Almanzi)