Bollette, allarme hotel savonesi

L’escalation in Medio Oriente fa temere rincari energetici e mette sotto pressione il turismo della provincia di Savona

Savona. Cresce la preoccupazione tra gli albergatori savonesi per le possibili ricadute economiche della crisi in Medio Oriente. L’Unione Provinciale degli Albergatori della provincia di Savona lancia un allarme sui rincari energetici che potrebbero incidere pesantemente sui costi di gestione delle strutture ricettive, proprio alla vigilia della stagione primaverile.

A esprimere la posizione della categoria è la presidente Stefani Piccardo, che richiama l’attenzione sul deterioramento dello scenario internazionale. Il conflitto che coinvolge l’area iraniana e le tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico petrolifero mondiale, rischiano infatti di tradursi in un aumento dei prezzi dei carburanti, con effetti immediati sulle bollette di luce e gas.

Secondo l’associazione, l’impatto sui bilanci delle imprese turistiche potrebbe essere significativo. Le strutture alberghiere, già alle prese con margini ridotti, si troverebbero ad affrontare una nuova fase di incertezza, aggravata dall’aumento dei costi operativi. L’energia rappresenta una voce fondamentale per il funzionamento quotidiano degli hotel, dalla climatizzazione ai servizi di ristorazione.

Non è solo il costo delle utenze a preoccupare gli operatori. A pesare è anche il rincaro delle materie prime necessarie per la ristorazione, che incide direttamente sull’offerta e sui prezzi al cliente. Una dinamica che rischia di ridurre la competitività del territorio savonese rispetto ad altre destinazioni turistiche.

Il riferimento, da parte degli albergatori, è alle difficoltà già vissute durante la pandemia, ma con una differenza sostanziale. In questo caso, sottolinea l’associazione, la pressione si concentra soprattutto sui costi, senza che vi sia una contrazione della domanda tale da giustificare eventuali interventi automatici di sostegno.

Per questo motivo l’Unione Provinciale degli Albergatori chiede un intervento della politica a livello nazionale. L’obiettivo è contrastare le dinamiche speculative sui mercati energetici e destinare le maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento dei carburanti al sostegno delle imprese. In particolare, viene sollecitata una redistribuzione del gettito Iva per alleggerire il peso dei rincari sulle attività economiche.

Il timore principale riguarda la tenuta della stagione turistica ormai alle porte. Con l’avvicinarsi delle festività pasquali, periodo tradizionalmente favorevole per le presenze, il rischio è che l’aumento dei costi si traduca in prezzi più elevati per i clienti o in una riduzione dei servizi offerti.

Gli albergatori evidenziano come una situazione di instabilità prolungata possa compromettere la ripresa dei consumi, finora ancora incerta. Senza un quadro economico più stabile e misure di sostegno adeguate, il settore turistico locale potrebbe subire un rallentamento significativo, con ripercussioni sull’intero indotto.
Foto fornita dall’Ufficio stampa
C. Folco
Venerdì 20 marzo 2026 – Anno XX