Ad Alassio successo per Roberto Vescovo

Alassio. Sta ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica nella “Città del Muretto” la personale “Transfotografia” del noto artista finalese Roberto Vescovo. Ad ospitare l’esposizione sono gli spazi dell’ ex Chiesa Anglicana. A curare la mostra sono stati Armando D’Amaro e Fabrizio Fasciolo, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Alassio.
“Questa mostra- ci ha detto Vescovo- è l’occasione per chi ancora non conosce le mie opere per l’incontro con la Transfotografia; si tratta di un linguaggio nuovo attraverso il quale presentare la scrittura della luce”. Con alle spalle sessant’anni di carriera Vescovo ha prima fermato con i suoi scatti le vicende ed i personaggi dagli anni Sessanta agli anni Novanta, per poi pian piano evolvere la sua arte e giungere a quella che egli stesso definisce Transfotografia. Figlio d’arte: il padre Aldo è stato abilissimo fotografo e fotoreporter della “Gazzetta del Popolo”; la madre Anna una delle primissime donne fotografe del Dopoguerra. Era una coppia attiva ed impegnata che anche fu di ispirazione per il famoso racconto di Italo Calvino “L’avventura di un fotografo”.
Roberto già nel 1971 era considerato un fotografo d’arte: esponeva le sue foto insieme alle opere di artisti famosi come Emilio Scanavino. Ma sentiamo un giudizio di un noto critico: “Trasfigurare – spiega Armando D’Amaro non solo esperto d’arte, ma anche noto scrittore –significa andare oltre la rappresentazione della realtà, e Vescovo che nella sua “prima vita” già coglieva con l’obiettivo l’essenza dei soggetti ritratti, è un artista che, partendo da uno scatto, trasforma il vero in un’opera che riesce a evocare emozioni profonde, riuscendo a far emergere contenuti originariamente non visibili. Senza annullare i non del tutto celati elementi iconografici originali, Roberto da tempo si è dunque aperto a un approccio meno legato alla macchina fotografica ma soggettivamente declinato al piacere delle forme e del colore, per raggiungere un eclettismo stilistico totalmente personale, che dà forma e forza all’interiorità. Ritratti e paesaggi diventano punti di partenza che, tramite un alfabeto linguistico che trasforma il reale in visioni che oscillano tra astrazione lirica e rappresentazione figurativa, portano a una trasposizione autonoma, in un mondo esteticamente fantastico ove regnano immagini e colori diversamente irrappresentabili. Le immagini che Vescovo elabora con tecniche digitali – filtrate da una forte atmosfera surreale – palesano dunque, con il celare per evidenziare, un’esigenza d’indagine sull’esistenza e su tutto ciò che può esserne testimonianza: il tempo e lo spazio sono le coordinate delle sue architetture, che progetta e costruisce secondo regole non basate sull’improvvisazione, ma frutto di una lirica meditazione dell’artista“.
La mostra prosegue fino al 21 aprile con il seguente orario: dalle ore 15 alle 18 e 30 tutti i giorni.
Vescovo ( a dx) con Grazia Chiesa ed Armando D’Amaro (foto Rosa Daros)
Claudio Almanzi
Sabato 19 aprile 2025 – Anno XIX