Truffe online scoperte dai Carabinieri di Altare
Smantellato un sodalizio criminale attivo in varie regioni, responsabile di raggiri per circa 450 mila euro

Altare. Un’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Altare ha permesso di individuare una rete di truffe online ramificata in più regioni italiane, responsabile di decine di raggiri per un ammontare complessivo di circa 450.000 euro.
Dopo oltre un anno di accertamenti, i militari hanno denunciato in stato di libertà tre persone, tra cui una badante e un ex direttore di un ufficio postale lombardo, indagate per un articolato sistema di frodi telematiche.
L’indagine è nata nel febbraio 2024, quando, durante una perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica di Padova nell’abitazione di una donna residente in Val Bormida, i militari hanno rinvenuto numerosi documenti, carte prepagate, schede telefoniche e ricevute collegabili a finte vendite di veicoli pubblicate su “Marketplace”, la piattaforma di compravendita del social network Facebook.
Da quel ritrovamento è scaturito un autonomo procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Savona, che ha portato a individuare un sodalizio criminale dedito a truffe seriali, capace di proporre sistematicamente annunci di vendita di beni inesistenti o di falsi finanziamenti, incassare gli anticipi e rendersi poi irreperibile.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri del Comando Provinciale di Savona hanno scoperto l’esistenza di un sistema organizzato, coordinato da una cittadina filippina residente a Roma, che, approfittando del proprio lavoro di badante presso un’anziana signora, avrebbe utilizzato i dati della donna per agevolare l’attività illecita.
In concorso con lei agivano altri complici residenti in diverse regioni italiane, tra cui una donna della provincia savonese e un ex direttore di un ufficio postale del mantovano, che avrebbe fornito tre carte Postepay utilizzate per ottenere finanziamenti poi falsamente denunciati come smarriti.
Le perquisizioni domiciliari eseguite nel Lazio, Campania, Calabria, Lombardia e Puglia hanno consentito di raccogliere elementi di prova nei confronti degli indagati, che avrebbero ricevuto percentuali sui proventi delle truffe, spesso trasferiti rapidamente su conti esteri o carte ricaricabili.
In un solo giorno, il 18 gennaio 2023, sarebbero stati registrati dodici movimenti da 950 euro ciascuno, tramite riscossione di vaglia postali veloci.
Le vittime accertate sono oltre trenta, per un danno economico complessivo stimato in circa 450.000 euro, somme che difficilmente potranno essere recuperate.
L’indagine ha tuttavia impedito che altri cittadini cadessero vittime del sistema truffaldino.
Nel corso del procedimento penale, l’Autorità Giudiziaria potrà valutare il sequestro per equivalente — cioè il congelamento di beni di valore analogo a quello sottratto — per tentare di restituire almeno in parte alle vittime quanto perduto.
Il procedimento penale è tuttora nella fase preliminare e ogni provvedimento finora adottato non implica responsabilità definitive degli indagati, che saranno eventualmente accertate in sede processuale.
Foto fornita dall’Ufficio stampa.
C. Folco
Lunedì 3 novembre 2025 – Anno XIX