Personaggi del Ponente Ligure: Giuseppe Grieco

 

Attore, autore teatrale, commediografo e poeta

Giuseppe Grieco (Bari, 1953), vive dal 1960 nella Liguria di Ponente, ad Albenga. Svolge un’intensa attività teatrale come attore, autore teatrale e commediografo, dirigendo la compagnia teatrale Mare Tempestoso. Scrive poesie dal 1989 e ha sviluppato nel tempo una produzione articolata, nella quale convivono la poesia lirico descrittiva-narrativa e la ricerca essenziale della poesia ermetico ligure-ponentina «di soglia».

Nel giugno 2004, insieme al giornalista e poeta Vincenzo Bolia e ad altri, è tra i fondatori del Cenacolo Symbol 2000, nell’ambito del quale contribuisce all’ideazione e alla definizione della poesia ermetico ligure-ponentina «di soglia». Una linea poetica che affonda le proprie radici nella tradizione poetica ligure del Novecento e che si caratterizza per versi brevi ed essenziali, immagine pura, senso deliberatamente sospeso e interpretazione aperta: una poesia che non racconta, non descrive, non spiega, ma lascia affiorare nel lettore immagini, emozioni e interpretazioni.

L’approdo a questa linea poetica non determina però l’abbandono della precedente maniera di scrivere. Grieco continua infatti a comporre anche poesie lirico descrittive-narrative, nelle quali il sentimento, il ricordo, il paesaggio e la riflessione civile vengono sviluppati attraverso una parola più distesa e discorsiva.

Nel suo percorso convivono quindi due modalità espressive: da una parte una poesia che racconta, descrive e sviluppa il pensiero; dall’altra una poesia che procede per sottrazione, mantiene il senso sospeso e lascia affiorare liberamente nel lettore immagini, emozioni e interpretazioni.

Tre poesie lirico descrittive-narrative di Giuseppe Grieco

L’AMORE IMPAZZITO

Non avrei mai e poi mai immaginato
che dopo anni la tua vista e il tuo bacio
avrebbero saziato i miei occhi e la mia bocca
a tal punto da spingersi in su
e raggiungere la mia mente
e là dentro scorazzare impazziti
a rimuovere schegge di vita
d’un amore infinito.

ANTICO BORGO MARINARO
(Laigueglia)

Antico borgo marinaro
ogni volta che ti vengo a salutare
la gioia ho nel cuore.

Un incanto, un amore sei tu.

Passeggiare per le tue stradine
ti rende semplice, tenero.

Suona la campana
della vecchia chiesa barocca.

Sei prigioniero e sorridi
tra il verde della collina
e l’azzurro del mare;

i pescatori e i gozzi son pronti
e al lavoro vanno.

A sera, io forestiero,
ti guardo ascoltare il mare.

M’incammino tra luci di lampioni
e passo dopo passo m’allontano
ti lascio e ti chiamo:

ciao antico borgo marinaro.

L’ATTO COMPIUTO

Anche oggi sono avvilito
dall’ennesima notizia della fine
di un’altra vita, di altre vite.

Angosciato colgo l’orizzonte insanguinato
di un nuovo giorno che presto finirà.

Non v’è certezza nella vita.

Si fanno scelte ma non v’è certezza
ci sfiora solo l’illusione.

Incredulo, assente hai commesso
il delitto, uomo.

Col capo chino, sconfitto dalla ragione
sei caduto accecato dall’odio
e ti sazi di vendetta
verso chi t’ha lasciato
per capriccio o per litigio.

Pur tu avendo mille ragioni
d’esser solo col tuo pianto
hai bruciato, in quell’onore
che da secoli ti porti appresso,
la tua vita.

Hai fallito, uomo, proprio ora
che hai respinto il coraggio vero.

Hai fallito, uomo, debole proprio ora
nell’attimo in cui hai compiuto
il gesto assassino su chi amavi
e che ora t’accompagna
nel buio più buio.

Dalla poesia lirico descrittiva-narrativa alla poesia ermetica ligure-ponentina «di soglia»

I tre componimenti mostrano bene il registro più disteso di Grieco. L’amore impazzito appartiene alla lirica sentimentale e intimistica; Antico borgo marinaro alla poesia lirico-descrittiva di paesaggio; L’atto compiuto assume invece un carattere civile e morale.

Trasportati nella linea della poesia ermetico ligure-ponentina «di soglia», i medesimi nuclei poetici subiscono un processo di forte concentrazione: il racconto viene sottratto, la spiegazione scompare, l’io arretra e il sentimento dichiarato lascia il posto all’immagine.

SCHEGGE ANTICHE
(L’amore impazzito)

occhi sazi
bocca accesa

schegge antiche
nella mente

un bacio
ritorna

oltre gli anni

l’amore
scorre
ancora

Nella poesia originaria il sentimento amoroso viene espresso e sviluppato apertamente. Nella versione di soglia rimangono pochi nuclei essenziali: gli occhi, la bocca, le schegge della memoria, il bacio, gli anni.

Il verso isolato «oltre gli anni» crea il punto di sospensione. Il ritorno dell’amore non viene più raccontato né spiegato: viene lasciato affiorare.

PASSO DI SERA
(Antico borgo marinaro – Laigueglia)

strade strette
campana antica

gozzi sulla riva
reti al vento

la collina
trattiene il mare

a sera
un passo
si allontana

Nella versione originaria il borgo viene descritto e il poeta dichiara apertamente il proprio legame affettivo con Laigueglia. Nella poesia di soglia restano soltanto alcuni segni concreti: le strade, la campana, i gozzi, le reti, la collina, il mare.

L’io scompare. La chiusa «a sera / un passo / si allontana» non spiega il distacco e non definisce il sentimento: lascia affiorare.

OLTRE LA SOGLIA
(L’atto compiuto)

orizzonte rosso
giorno ferito

un volto assente
capo chino

l’odio
ha varcato

la soglia

nel buio
un gesto
resta

Qui la trasformazione appare ancora più evidente. La poesia originaria sviluppa apertamente una riflessione civile e morale sulla violenza e sulla responsabilità dell’uomo. Nella versione di soglia tutto il discorso viene radicalmente sottratto.

Restano l’orizzonte, il giorno ferito, il volto, l’odio, la soglia, il buio e il gesto. Il verso isolato «la soglia» diventa il punto di massimo arresto, mentre la conclusione «nel buio / un gesto / resta» non giudica e non spiega: lascia affiorare.

Giuseppe Grieco nella linea del Cenacolo Symbol 2000

Il percorso poetico di Giuseppe Grieco si sviluppa dunque attraverso una duplice esperienza. Da una parte continua a coltivare una poesia lirico descrittiva-narrativa, nella quale sentimento e pensiero trovano una forma più distesa; dall’altra appartiene pienamente alla poesia ermetico ligure-ponentina «di soglia», alla cui ideazione ha contribuito nell’ambito del Cenacolo Symbol 2000.

Una linea che, pur collocandosi nella contemporaneità, affonda le proprie radici nella tradizione poetica ligure del Novecento, dalla quale raccoglie il senso della misura, l’essenzialità della parola e il rapporto profondo con l’immagine, portandoli verso una forma ancora più concentrata e sospesa.

In questa seconda modalità la scrittura si fonda sull’essenzialità e sulla sottrazione: l’immagine resta pura, il senso deliberatamente sospeso e l’interpretazione aperta.

La poesia non racconta, non descrive, non spiega, ma lascia affiorare nel lettore immagini, emozioni e interpretazioni.

Conclusione

Nel percorso di Giuseppe Grieco poesia e teatro procedono parallelamente, come due forme diverse di una stessa esigenza espressiva. Se sulla scena la parola diventa voce, gesto e presenza, nella poesia essa può distendersi nel racconto oppure ridursi all’essenziale della «soglia».

Due linguaggi differenti che convivono in un autore profondamente legato alla Liguria, in particolare ad Albenga e a Genova, città nelle quali ha maturato gran parte della propria esperienza artistica.

Nel panorama culturale del Ponente ligure e non solo, Grieco rappresenta così una figura in cui teatro e poesia si incontrano senza confondersi, mantenendo ciascuno la propria autonomia e concorrendo a delineare un percorso artistico sviluppato nel segno della parola.

Claudio Almanzi

Domenica, 9 agosto 2026 – Anno XX