image_print

Venerdì 18 febbraio si è tenuta una video conferenza per i rappresentanti dei media europei organizzata da una Chiesa e da un’organizzazione per la pace, entrambe koreane e presiedute da Lee Man-Hee.

Lee, infatti, è un grande leader umanitario, nato nel 1931, sotto la crudele dominazione giapponese. In quel tempo, era stata  proibita persino la lingua e ogni forma di cultura koreana, inoltre, la popolazione era stata obbligata con la forza a seguire la religione scintoista giapponese, mentre i cristiani venivano crocifissi o bruciati. Dopo la seconda guerra mondiale, fallirono, purtroppo, pure le speranze dei Koreani di essere un solo popolo: la Korea, infatti, fu divisa in due parti, a causa della Guerra Fredda. Ma quel che è peggio, nel 1950, la Korea del Nord invase quella del Sud.

Lee Man-Hee, come tutte le persone non più giovani, ha conosciuto, dunque, l’orrore delle guerre fratricide.

Ancora oggi, la Korea del Sud, vive non solo nel timore di un conflitto nucleare scatenato da Kim Jong-un, ma anche nell’ansia degli esperimenti militari, spesso proprio nucleari, del terribile vicino di casa.

I Koreani sanno, quindi, cosa si provi a vivere nel dubbio, nell’attesa, forse, di un’altra guerra o di un disastro ecologico.

Ora, pure noi europei, che ci siamo sentiti al riparo per molti anni mentre, nel mondo, bruciavano decine e decine di conflitti armati, stiamo, forse, su un precipizio a causa della questione ucraina.

Proprio in questo difficile momento, Lee, ha chiamato all’appello, in video conferenza, più di duecento rappresentanti della comunicazione europei, tutti molto interessati e attenti, per parlare di valori cristiani. I giornalisti hanno potuto rivolgergli domande precise alle quali egli ha risposto esaurientemente.

La Chiesa Shincheonji di Gesù, il Tempio del Tabernacolo della Testimonianza, ha organizzato, sotto la guida di Lee, nel tempo, vari cicli  di seminari tra cui l’ultimo, intitolato “Testimonianza sulla profezia e l’adempimento della Rivelazione, la Nuova Alleanza di Dio”. Tali seminari, che possono aprire le menti a valori di fratellanza e di pace, sono stati  trasmessi in diretta su YouTube in modo da essere disponibili per gli abitanti di qualsiasi luogo sulla terra.

La stessa Chiesa ha già laureato, tra l’altro, migliaia e migliaia di studenti del Corso di Teologia proprio perché in questo mondo disumano e incerto abbiamo tutti bisogno di fede e di speranza.

Ma  Lee Man-hee non è solo questo.

La sua  HWPL (Heavenly Culture, World Peace, Restoration of Light), un’Associazione koreana non governativa, senza scopo di lucro, affiliata all’Onu, ha sollecitato da sempre i capi di stato, le donne, gli uomini, i  popoli, a riflettere sulla pace. Ogni anno, in settembre, viene organizzata  una commemorazione  ufficiale che raccoglie rappresentanti di tutti i paesi della terra. Più volte al mese, si incontrano, sempre in video, i leader di varie religioni per conoscersi meglio, invece che combattersi, e per riportare, poi, parole di dialogo nelle loro comunità, ovunque si trovino.

Molte volte, i volontari di HWPL, che sono messaggeri di pace,  si sono recati nelle scuole per formare i ragazzi.  Così come hanno coinvolto e sostenuto le donne (che sono circa quattro miliardi sulla terra) perché si adoperino dappertutto per il bene della loro gente.

Grazie alle esortazioni di Lee, HWPL, nel 2016, ha proposto una Dichiarazione di Pace e Cessazione della Guerra  in 10 articoli  che mira a sradicare le cause strutturali dei conflitti violenti.
Sono stati, quindi, anni di grande lavoro per cambiare la mentalità generale e farci apprezzare l’amore al posto dell’odio, il bene al posto del male.

Lee Man-hee, dunque, si è sempre rivolto a tutti e, questa volta, ha chiesto anche ai giornalisti di diventare essi stessi messaggeri di pace.
(Renata Rusca Zargar)