Esce il 10 aprile il nuovo album “Fuoco sacro” di Bungaro
- 9 Aprile 2026
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Fra gli ospiti Jovanotti oltre a un ricordo di Ornella Vanoni

Roma. «É il mio nuovo album: non vi nascondo l’emozione di questo momento; 3 anni fa ho fatto un sogno più grande di me, l’ho desiderato profondamente, mi sentivo pronto, non c’erano ancora le canzoni ma gli obiettivi e, con un grande senso di pace e di responsabilità verso l’arte della musica, ho iniziato a scrivere».
Lo ha confidato Bungaro alla vigilia del suo nuovo album “Fuoco sacro”, in uscita il 10 aprile, uno dei suoi lavori più ispirati e sorprendenti.
«La mia anima guidava ogni composizione e ogni parola – ha rimarcato – E così tra discese e salite sono nate tante emozioni e ne ho scelte undici: si sposavano perfettamente con il mio più grande sogno di mescolare il tutto con artisti sublimi che hanno accompagnato la mia vita educando le mie orecchie e il mio sentire alla bellezza e allo stupore».
Bungaro dà vita a undici brani per il quale l’artista ha chiamato attorno a sè straordinari artisti, a cominciare da Jovanotti nel brano “La luntananza”.
«È una danza salentina irrefrenabile dove io e Lorenzo ci rincorriamo come due cani sciolti, festeggiando il potere del ballo e della nostalgia – ha rivelato – Nonostante tutti i suoi impegni Lorenzo è riuscito ad entrare nel mio mondo donandomi parole e intuizioni pazzesche: ha la capacità di entrare nelle cose in piena libertà con tutta la sua generosità creativa fuori dal comune. Io avevo già fatto una versione in brindisino de “L’ombelico del mondo”: portai la canzone nella mia terra, trasformandola, come dice lui, in un canto salato bagnato dal mare; lui ne rimase colpito e fu veramente felice, da lì è nata la nostra amicizia».
Bungaro si è circondato di artisti e musicisti italiani e internazionali, da Raffaele Casarano fino a Chico Buarque De Hollanda in “Tempo presente”, in ricordo di Ornella Vanoni.
«Questo incontro artistico con Chico è stato uno dei momenti più significativi della mia vita, lo desideravo da tempo e la mia anima era finalmente pronta – ha sostenuto – Chico per me rappresenta l’intelligenza del sentimento, la gentilezza e la scrittura dei grandi geni: ci siamo riconosciuti immediatamente, è bastato un attimo per empatizzare, mescolando le nostre vite e le nostre voci in questa canzone di Chico immensa e potente, adattata nella versione in italiano da Max De Tomassi. Quando abbiamo saputo della scomparsa di Ornella Vanoni, io e Chico ci siamo scritti e abbiamo deciso di dedicargli questo brano. Ornella adorava Chico e parlavamo spesso con lei del suo amore per il Brasile: è una testimonianza di stima e affetto da parte mia e di Chico per una donna libera, intelligente e irripetibile».
La commovente “23 maggio” è dedicata alla memoria di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, una composizione strumentale arricchita dai fiati del musicista jazz Raffaele Casarano che si apre con la voce di Antonio tratta da un’intervista realizzata poco prima di morire, seguita da quella di sua sorella Matilde.
«Io sono nato il 23 maggio e nel 1992 stavo preparando i festeggiamenti del mio ventottesimo compleanno – ha ricordato – Alle ore 17.50 circa arriva una delle notizie più tristi del nostro Paese: Giovanni Falcone, la moglie e tutta la scorta saltati in aria sulla strada che porta a Capaci e naturalmente non festeggiai, rimasi tutto il giorno incollato davanti al televisore, piangendo. A distanza di anni il destino mi porta a conoscere Matilde Montinaro, sorella del capo scorta Antonio Montinaro: nasce un’amicizia forte e mi chiese di scrivere una musica per ricordare Antonio, e così dopo vari tentativi è questa “23 maggio” dedicata alla sua memoria che si apre con la voce di Antonio, tratta da un’intervista realizzata poco prima di morire, e quella di sua sorella Matilde, insieme per la prima volta dopo tanti anni».
Nel disco anche Paolo Fresu che impregna di magia “Il pallone di cuoio”, uno dei brani più ispirati dell’intero album, Omar Sosa veste “Honolulu” con il suo inconfondibile piano e suonando ogni tipo di percussioni, intrecciando atmosfere afrocubane al dialetto brindisino, Paula Morelenbaum che con la sua voce ha seguito il percorso artistico di Tom Jobim, e Jaques Morelenbaum, violoncellista storico di Ryūichi Sakamoto e Caetano Veloso, partecipano entrambi al brano “Nu fil’ e voce”, mescolando tradizione napoletana e brasiliana, in un esperimento pienamente riuscito.
Bungaro ha deciso poi di condividere questo viaggio con una delle voci più particolari del nuovo cantautorato musicale, quella di Rakele, per una grande canzone d’amore contemporanea dal titolo “Cacciatori di orizzonti”. Il pianoforte di Paolo Buonvino impreziosisce l’indimenticabile successo di “Guardastelle”, unico brano edito dell’album, che quest’anno compie 22 anni.
Bungaro sarà in tour a Piangipane di Ravenna (teatro Socjale) data zero il 9 aprile, a Roma (Auditorium Parco della Musica) il 26, Parigi (Festival Canzoni&Parole Les Trois Baudets) il 23 maggio, a Manduria di Taranto (festival Acustica Museo della Civiltà del Vino Primitivo) il 19 giugno, a Portoroz in Slovenia (festival d’Autore Auditorium di Portorose) il 4 luglio, a Bari (Teatro Forma) il 19 novembre, e presenterà l’album con un firmacopie a Torino (teatro delle Rosine) il 29 aprile, Brindisi (La Feltrinelli) il 2 maggio, Aversa (Auditorium Daponte) il 3, Napoli (Polo Culturale) il 7, Salerno (Sala Napule’s Power) l’8, Pisticci (Centro culturale) il 9, Recanati (Centro Culturale Libreria) il 16 e Fano (Teatro della Fortuna) il 17
Foto fornita dall’Ufficio stampa (Bungaro (23) ph Fabio Serino.jpeg)
Franco Gigante
Giovedì 9 aprile 2026 – Anno XX



















