CONQUISTARE LE 5 VELE DI LEGAMBIENTE, SFIDA AL DEGRADO AMBIENTALE

I criteri di assegnazione delle 5 vele non si fermano alle attrattive paesaggistiche e alle bellezze ambientali esclusive di una località turistica – pure rinomata in termini di presenze stagionali – vanno oltre questi standard, oltre le apparenze.
I controlli sulle spiagge e l’ecosistema marino sono pertinenza di Associazioni ambientaliste abilitate al monitoraggio di queste aree. In Italia devono essere riconosciute dal Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (ovvero MASE). La loro attività si avvale anche del supporto e coordinamento di enti scientifici, quali l’ISPRA, ossia l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca ambientale.
In Italia tra gli Enti che vigilano sugli ecosistemi c’è Legambiente, che esplica la sua attività in una rete di ‘ambientalismo scientifico’, gestisce anche la nota campagna di monitoraggio tramite Goletta Verde, la quale garantisce il controllo sullo stato delle acque costiere.
Ci sono poi altre Associazioni riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, che si occupano di oasi naturali e progetti scientifici, diretti alla protezione e conservazione delle biodiversità, come il WWF Italia. Di orientamento simile anche la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), che monitora gli ecosistemi riguardanti i volatili e dunque i loro habitat, contrastando il bracconaggio. Tanto per citare le più note.
La natura con questi Enti specializzati, che agiscono su rigorose basi scientifiche, dovrebbe essere più al riparo dagli assalti del progresso, e soprattutto dalla tendenza agli abusi di chi non ne rispetta l’equilibrio, ma l’essere umano, in definitiva, dovrebbe essere il sorvegliato speciale.
L’assegnazione delle 5 vele da parte di Legambiente ogni anno è attesa da quei Comuni il cui territorio presenta peculiarità ed elementi distintivi sul piano ecologico che fanno sperare nel raggiungimento di questo importante traguardo. Per ovvie ragioni deve esserci il merito, i Comuni interessati devono avere le carte in regola sul rispetto dei criteri che ne favoriscono l’idoneità.
Quando il sospirato verdetto arriva, questi importanti vessilli sono certamente il premio per avere adottato una linea di interventi volti a prevenire i rischi di quei fattori contrari all’equilibrio e sostenibilità ambientale: non la semplice cura delle spiagge, sulla cui giurisdizione il Comune interessato ha pertinenza, ma un’attenzione vigile su altri indici importanti al fine della valutazione finale.
E’ implicito che una buona valutazione espressa da Legambiente e Touring Club italiano, attraverso i parametri della ‘Guida Blu’, incide sugli orientamenti del turismo, ossia di coloro che intendono investire il tempo delle proprie vacanze in località che siano in pace con la natura, e pertanto presentino sulla balneazione caratteristiche ecologiche affidabili. Con i tempi che corrono, non si tratta di un optional di poco conto. Le mete turistiche che forniscono una certificazione delle Associazioni ambientaliste, permettono una vacanza più serena, poiché sono stati effettuati i controlli relativi alla qualità delle acque, nonché alla gestione sostenibile delle aree circostanti, che comporta l’equilibrio degli ecosistemi legati alla natura del luogo.
Le certificazioni più ambite, al fine di individuare le località più sicure sul piano ambientale, sono le ‘Bandiere Blu’ assegnate dalla FEE, ossia Foundation for Environmental Education, la quale garantisce l’ottima qualità delle acque di balneazione, nonché i servizi di sicurezza legati a questi litorali, quali il salvataggio, l’osservazione delle norme sulla tutela ambientale e corretta gestione nello smaltimento dei rifiuti. Ci sono poi le ‘Bandiere Verdi’, importante certificazione riconosciuta dai pediatri italiani, perché sensibile e attenta alle esigenze dei piccoli. Tra questi criteri ci sono i bassi fondali, pulizia degli arenili, non troppo affollati, e la presenza di presidi di primo soccorso.
Le Vele assegnate da Legambiente partono da un punteggio minimo di 1 Vela, fino a 5, che quello massimo. Questi riconoscimenti hanno una grande influenza sulle scelte di chi è sensibile non solo verso le bellezze ambientali, ma anche verso la purezza delle acque e ai servizi che le Amministrazioni locali offrono. Una dimostrazione della cura in generale del proprio territorio, quale sfida verso il degrado e la crisi ambientale planetaria.
La classifica finale fa riferimento ai comprensori turistici, ovvero quelle aree nel cui territorio ricade la giurisdizione che comprende diversi comuni e più spiagge. Ad ogni comprensorio, dopo le opportune valutazioni, viene assegnato un punteggio che va da 1 a 100, che poi stabilisce il numero di vele. In questo ambito, anche quest’anno la Sardegna risulta essere la più premiata dalle vele di Legambiente. Nel sistema di giudizio (Guida Blu), rientrano dei simboli grafici che rappresentano le eccellenze di una specifica località turistica.
Chi ottiene le 5 Vele, è certamente una località di indiscutibile eccellenza, che sa coniugare la gestione virtuosa del territorio e la sostenibilità ambientale con il rispetto assoluto della natura.
. Il top delle località balneari premiate nel 2026 hanno rispettato i criteri di idoneità stabiliti da Legambiente in collaborazione con Goletta Verde. Non basta essere ‘i primi della classe’, devono esserci virtuosismi da rispettare e dimostrare, passando esami di ‘maturità ecologica’ che determinano la serietà nella gestione delle bellezze naturalistiche che sono la fortuna dei litorali più esclusivi. Con l’ambiente non si può bluffare.
In Italia 20 località di mare e 10 lacustri che hanno ottenuto il massimo riconoscimento e possono esibire con orgoglio le 5 Vele, garanzia di orientamento per i turisti più esigenti.
Nella classifica, Pollica, nel Cilento, Campania, si è aggiudicata la ‘corona di reginetta’, ossia il primo posto per la spiaggia più bella, seguita da Baunei, in Ogliastra, Sardegna. Secondo la classifica regionale, come già accennato, la Sardegna si conferma al primo posto, ben 6 località sono state premiate con le 5 Vele. Segue la Puglia con 5 e Toscana con 4.
Per quel che concerne i laghi, la prima località in assoluto risulta il Lago di Molveno (TN), in Trentino Alto Adige.
La Sardegna ha conquistato anche un altro prestigioso riconoscimento di carattere internazionale. Lonely Planet (una delle Case Editrici di guida turistica più famose al mondo) ha inserito ha inserito l’isola tra le 25 migliori destinazioni turistiche al mondo, peraltro unica regione europea a rientrare nel prestigioso Best in Travel 2026. Sardegna premiata non solo per lo splendido mare, ancora in gran parte incontaminato, ma anche per il suo patrimonio archeologico, enogastronomico, per la Cultura e le attrattive paesaggistiche di rara bellezza.
Virginia Murru
Lunedì 8 giugno 2026 – Anno XX