Arte. Giuseppe Messina e la sua ultima opera
Storia dell’indomita Angela normanno
di Maria Torre

È stato presentato a Barcellona Pozzo di Gotto l’ultimo lavoro di Giuseppe Messina “Storia dell’indomita Angela Normanno”, (Edizione Pagine 2025), ultimo, sicuramente, ancora per poco vista la sua capacità di produrre. Si tratta di un avvincente romanzo dalle svariate sfaccettature, ambientato in Sicilia nel periodo che va dalla prima guerra mondiale al ventennio fascista ed oltre. È un avvincente romanzo di fantasia, ma sono anche raccontate vicende di personaggi esistiti realmente. Il romanzo ci fa immergere nel pieno della dittatura fascista, infatti assistiamo al comizio di Mussolini a Messina, alla strage del maggio 1921, realizzata dalle camicie nere, a Passo Gatta, nel ragusano e a molte delle sofferenze causate dal regime. L’autore ci presenta anche uno spaccato della vita nei paesini, non soltanto della provincia di Messina, fino agli anni sessanta. Alla sua amata Gala dedica alcune suggestive pagine, ne ricorda le dominazioni, dai Greco ai Romani. Ci racconta del maestoso monastero dei monaci Basiliani, di cui, ancora oggi, si possono ammirare i resti, costruito dove i Greci avevano innalzato un colosso di marmo bianco rappresentante una divinità pagana, forse Diana poiché tutta la contrada era sotto l’egida della dea della caccia o forse Mercurio, dal momento che da sempre esiste la via dedicata al messaggero degli Dei.
Se qualcuno, da quanto fin qui precisato, deduce che il Messina per la prima volta si sia allontanato dalla mitologia classica, sempre presente in tutta la sua precedente produzione, si sbaglia. Anche il quest’opera troviamo Omero, che racconta della sua cecità, troviamo la principessa Polissena, figlia di Priamo re di Troia e Neottolemo figlio di Achille. Traspare, inoltre, l’amore dell’autore per la poesia e per ogni altra forma d’arte. Infatti conclude il romanzo facendo dire alla protagonista Angela le seguenti parole: “Ho amato e amo la musica, la pittura e l’Arte nelle sue diverse forme, ho una concezione straordinaria dell’Arte: penso che sia la realizzazione di meravigliose visioni, di sogni, di immaginazioni. Se non ci fosse l’Arte gli uomini non conoscerebbero la sublimazione dell’anima.”
Storia dell’indomita Angela Normanno è un libro particolarmente interessante presentato nella serata straordinaria del giovedì 22 gennaio nell’auditorium del “Parco Maggiore La rosa” di Barcellona Pozzo di Gotto dove il pubblico è stato intrattenuto anche dal duo Tiziana Filiti, mezzosoprano e dal chitarrista Alessandro Monteleone che hanno eseguito musiche classiche delle culture spagnola e siciliana, alla presenza degli Assessori Angelita Pino e Roberto Molino che hanno portato i saluti del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

La manifestazione è stata avviata dal presidente dell’Associazione Culturale “FilicusArte” Giuseppe Giunta che ha parlato anche dell’attività della stessa Associazione nell’imminente futuro oltre ad annunciare la presenza di Giuseppe Messina. Subito dopo ha presentato le relatrici, Graziella Lo Vano, scrittrice ed operatrice culturale che oltre a parlare, in sintesi, del romanzo ha dialogato con l’autore, ponendogli delle domande. La professoressa Caterina Barresi ha letto il contributo inviato dal critico d’arte Andrea Italiano, che non è potuto essere presente. In sintesi la biografia di Giuseppe Messina, ci racconta un po’ dell’avventurosa vita dell’autore che, dopo essersi trasferito a Roma a metà degli anni sessanta del secolo scorso, dove ha vissuto per anni a contatto con grandi artisti e letterati del tempo, ha fatto ritorno in Sicilia dove ha fondato il “Movimento per la Divulgazione Culturale”, un giornale mensile (La Molla) ed ha organizzato, per 23 edizioni “I Giorni della Divulgazione della Cultura”. Questo poliedrico personaggio che si occupa di pittura, scultura, giornalismo, ha scritto di teatro e realizzato alcuni documentari e film d’impegno sociale, ma ha anche fatto della sua stessa casa “Oikos Museion”, la casa museo attorno alla quale fanno mostra di sé importanti sculture, realizzate da se medesimo, come il “Cristo che spezza la croce” di metri 3,30, la testa del “Ciclope nel vento” h. 90 cm, “Demetra fonte di vita”di 4 metri costruita sopra un ulivo vivo, e “Proserpina sorgente di calore, colore, luce e speranza” di metri 5,40. Sono da ricordare tra l’altro, alcune importanti onorificenze che Giuseppe Messina ha ricevuto, e precisamente la Medaglia d’Oro del Senato della Repubblica, per l’opera letteraria, la Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica per i suoi 40 anni di attività artistica e culturale e il trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana per i suoi 50 anni dedicati all’attività culturale.
A conclusione della serata, il Maestro Giuseppe Messina ha voluto fare omaggio ai relatori di una copia ciascuno della serigrafia dell’opera riprodotta sulla copertina dello stesso libro.
Maria Torre
Lunedì 2 febbraio 2026 – Anno XX