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Albenga. Affermato fotografo e successivamente valido scultore, per anni è stato il professionista del clik incaricato di realizzare le foto dei cataloghi e dell’archivio della gallerista ginevrina Marie Louise Jeanneret, oggi le sue sculture abbelliscono alcune delle più belle località turistiche della Riviera: è Flavio Furlani.

“Nel Centro Internazionale di Sperimentazioni Artistiche Marie Louise Jeanneret di Boissano – ci ha raccontato – ho avuto modo di collaborare e conoscere artisti di livello mondiale come Spoerri, Mario e Marisa Merz, Michelangelo Pistoletto, Schifano, Mondino, Freund, Kodra, Keizo, Quesada, Moboulese, Bonnar e tanti altri. Fu una esperienza fondamentale e da allora ho cercato di esprimermi in tutte le dimensioni e sono passato alla scultura”. Furlani, che ha all’attivo molte ed importanti mostre, personali e collettive, ha sostenuto attivamente e collaborato per molti anni con la sezione ingauna dell’Ucai (Unione Cattolica Artisti Italiani), con il Circolo Artistico Culturale “Amici dell’Arte” ed attualmente è un punto di riferimento fondamentale per tutti gli artisti e gli appassionati d’arte del comprensorio ingauno che frequentano il centro di aggregazione artistico culturale “PuntoArte” in Via Mazzini ad Albenga, dove lo abbiamo incontrato.

Molti sono i monumenti che Furlani ha realizzato negli ultimi vent’anni per Enti, Comuni ed associazioni: “Nella scultura trovo la possibilità- conclude Furlani – di provare emozioni plastiche, col contatto fisico delle mani, immerse nella materia. Mi sono da sempre abituato ad estrarre dalla figura, anche se soltanto fotografica, le linee, le forme, le luci della natura. Il passaggio alla scultura è stato perciò naturale, direi quasi inevitabile. Oggi per me fare scultura è divenuto un bisogno impellente, un modo per comunicare, il mezzo per eccellenza per esprimermi”.

Più volte Furlani è stato considerato dalla critica come uno scultore legato all’ arte primitiva e precolombiana. Ciò se è vero per una parte della sua produzione, sembra essere tuttavia una troppo riduttiva catalogazione, della sua arte, che è invece legata oggi soprattutto ai grandi movimenti del primo Novecento ed alle influenze dei Maestri italiani della seconda metà del secolo scorso. Molte sue sculture, busti ed installazioni pubbliche, sono facilmente raggiungibili e visibili con un breve itinerario da Albenga, a Villanova, Alassio, Zuccarello, Ortovero e Ceriale. Fra le più note il “Monumento a Clemente Panero”, “Ilaria”, “Il Mulo e l’Alpino”, “Il Minotauro”, “I ragazzi di Ceriale”, “Spiaggia”, “Fischia il vento” e “Padre Santo”.
(Claudio Almanzi)