ALLA SCIENZA LA SOLUZIONE
- 24 Gennaio 2026
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“ALLA SCIENZA LA SOLUZIONE”
IL PUNTO DELLA PROF ANTONIETTA BENAGIANO

Nel film, ormai datato (1992), “La morte ti fa bella” del regista Robert Zemeckis, viene con sagacia criticata l’ossessione per l’immagine, oggi arrivata a livelli esponenziali, così come il culto della bellezza e il terrore di invecchiare. ll problema è, nel suddetto film, come mantenersi sempre giovani e avvenenti più che evitare di scomparire sotto la falce di Atropo.
Da tempo immemorabile l’essere umano ha, però, proprio il problema di quella falce nel mentre sente fortemente in sé l’anelito ad una esistenza quaggiù senza fine, alla agognata immortalità. Basti pensare al mito mesopotamico dell’eroe Gilgamesh, al serpente che, cambiando la pelle, acquisisce il dono dell’eterna giovinezza quindi del rinnovarsi della vita; oppure all’Ankh, croce egizia con in cima l’anello ovale simboleggiante la vita eterna. Un anelito che nella filosofia greca si realizza per Platone attraverso l’intelletto e la virtù, secondo Aristotele con il desiderio di conoscenza e perfezione con cui si trascende la finitezza. Ma è con Cristo che l’immortalità diviene promessa di partecipazione piena alla vita divina, ovvero alla eternità, ed è in tal modo che la finitezza umana trascende il tempo rasserenando chi ha fede.
Da lungo tempo ormai della fede non si ha più contezza, è prevalso l’ateismo, s’è persa l’ancora all’annuncio di Nietzsche, a quel suo “Dio è morto”, che ben pochi rivendicano platealmente pur avendo tantissimi rimosso la fede. Sembrava essere pervenuti alla libertà, non si vive, però, se non una finta emancipazione che finisce nel nichilismo, nel caos, in una libertà che non è più pensiero perché demanda alla tecnica la sovranità, annunciando l’era del transumano, idest di un umano non più umano poiché la tecnica l’ha posto in ginocchio, annullando il pensiero pensante.
E si è fatta strada la concezione che la scienza possa tutto, far tornare anche la piena efficienza fisica e mentale. Problema generale il tempo che scorre, per tutti scivola in egual misura, non fa distinguo Kronos, è Dike. Molto impegnato il 79enne Trump, anche per il Board of peace che fa discutere, ma fa discutere pure l’ematoma sulla sua mano da lui spiegato come effetto collaterale dell’aspirina quotidianamente assunta per fluidificare il sangue onde evitare infarti e ictus.
E il 73enne Putin, in attesa che la scienza promuova altro con cui pervenire all’agognata immortalità, per sottrarsi anni adotta, a quanto è trapelato, ritrovati sciamanici immergendosi nel sangue di giovani cervi. Microfoni hanno colto il suo pensiero, espresso a Xi Jinping mentre lo scorso settembre passeggiava con lui: “Gli organi umani possono essere continuamente trapiantati… si può persino raggiungere la immortalità”. Più realisticamente Xi sostiene che in questo secolo si potrà vivere sino a 150 anni.
Intanto negli Usa è molto attivo il cosiddetto capitalismo della longevità con l’ingegneria del dna, consistente nel carpire il codice per poterlo manipolare e quindi riscrivere. Si potrebbe così andare indietro nel tempo sino a giungere alla giovinezza e addirittura all’infanzia. Ci torna alla mente Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino del torinese Giulio Gianelli, un narratore dimenticato che nei primi anni del Novecento poteva pensare solo a un percorso di vita inverso, vale a dire dalla vecchiaia all’infanzia, non alla immortalità come dono della scienza.
Intanto i miliardari si stanno generalmente impegnando tutti, ad eccezione di Elon Musk che, con un patrimonio stimato qualche giorno fa 775,3 miliardi di dollari, è nel mondo la persona più ricca. Musk dice di non essere interessato al progetto della longevità a tempo indeterminato commentando: “Non guarderemmo più il cielo”.
E noi ci chiediamo: Sarebbe la longevità alla portata di tutti? Anche il miliardario Bezos finanzia Altos Labs che lavora sulla riprogrammazione cellulare parziale per far ritornare giovani le cellule. Sembra che il metodo stia funzionando sui topi, ma non c’è, per ora, evidenza che possa funzionare sul corpo umano. E c’è Altman, il ceo di OpenAI che finanzia Retro Biosciences al fine di allungare la vita in buona salute rigenerando il sangue e ringiovanendo le cellule cerebrali. E vi sono altri player minori (New Limt, Cainbrian Biopharm, Unity Biotechnology, Eli Lilly e Novo Nordisk) i cui ritrovati, pur essendo efficaci soprattutto per malattie specifiche dell’età, possono diventare terapia multisistema, arrestare il processo di invecchiamento.
Due quindi le strade: interventi sui meccanismi cellulari con cui si avrebbe il massimo per la longevità, e cura delle malattie della vecchiaia per un più lungo e agile percorso di vita. Comunque la morte resta, è ancora la sorella “da la quale nullu homo vivente po skappare” ; e ricordiamo, oltre a San Francesco, il filosofo Feuerbach che consiglia: “Impariamo dunque a vivere e morire da saggi, riconoscendo tranquilli nella Morte la fine naturale dell’essere nostro, e senza più altro inebriarci coll’Hachich o con narcotici dell’Angelo-Demologia”. E ci accorgiamo che stiamo tornando indietro. Ahi, Scienza, che combinerai con l’AI?
Immagine Pixabay
Antonietta Benagiano
Sabato 24 gennaio 2026 – Anno XX



















