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Albenga. Ha ottenuto un grande successo l’iniziativa dell’Istituto Internazionale degli Studi Liguri dedicata ad un edificio storico, riportato attraverso un complesso e sapiente intervento, allo splendore di un tempo. Per ascoltare la storia della Colombera sono arrivati nella “Città delle Torri” esperti, ricercatori, giornalisti, studiosi e vip: a raccontarne le vicissitudini di questo magnifico edificio è stata la instancabile ed inossidabile dottoressa Josepha Costa Restagno (nella foto di Daros). Per due pomeriggi così si è parlato di storia, di ambiente, di valorizzazione del nostro territorio.

“La Sezione Ingauna dell’Istituto di Studi Liguri- ha spiegato la stessa Restagno- ha organizzato, per i suoi soci e per tutti gli amici e amanti del nostro patrimonio naturale, storico e artistico, la visita a uno dei più affascinanti edifici legati alla città, quella “Colombera” che, andata in lento grave abbandono nel secolo scorso, ha finalmente ritrovato la sua bellezza originaria e destinazione di alto livello, consona al suo valore. La partecipazione è stata amplissima ed addirttura abbiamo avuto un centinaio di richieste di visita che sono rimaste purtroppo inevase”. L’intervento della Restagno è proseguito con la descrizione del sito: “Posta in una valletta con la vegetazione mediterranea intatta, raccolta e aperta sullo scenario del mare con l’isola Gallinaria al centro, la dimora è cresciuta su un edificio tipico dell’economia agricola quattro-settecentesca, appunto una “colombera” destinata all’allevamento dei colombi; costruita probabilmente alla fine del Quattrocento dalla famiglia Noberasco di Albenga, acquisita nella seconda metà del ‘500 dalla cospicua famiglia alassina Ferrari, poi marchesi Ferrero Gubernatis”.

La bellezza dell’edificio e degli scorci più pittoreschi sono stati illustrati con immagini che documentano la storia della imponente costruzione e della proprietà nonché la diffusione delle colombere nel territorio ingauno: alcune conglobate in edifici signorili, altre ancora intatte, alcune restaurate, che rappresentano reperti importanti, tra i tanti monumenti da conoscere e preservare. “Ciò è avvenuto – ha concluso la Restagno- con la nostra Colombera da parte degli attuali proprietari, la famiglia Deperi, artefici di salvataggio e riqualificazione ambientale e culturale, che hanno riportato monumento e paesaggio all’antico valore e destinazione, con la ricostruzione accurata dell’arco delle fasce e l’impianto della vigna, come era fin dal medioevo. A fine visita, in tutte e due le serate, con grande ospitalità, i proprietari, che ringraziamo di cuore, hanno offerto ai visitatori un raffinato aperitivo”.

La Colombera costituisce un salvataggio e un recupero che sono un esempio, e, lo speriamo, filo conduttore di iniziative volte allo studio, alla tutela e alla fruizione dell’immenso patrimonio della nostra terra, per un turismo culturale e naturalistico, anche rivolto ai prodotti del territorio.
(Claudio Almanzi)