Da Albenga a Bocca di Magra per visitare il Cenacolo letterario di Einaudi e Montale

Bocca di Magra. Sono andato alla ricerca dei luoghi nei quali gli intellettuali e gli artisti, amici dell’editore Einaudi, si incontravano a Bocca di Magra. Fu un periodo d’oro nel quale, ispirati da Eugenio Montale che fu il primo a scoprire il luogo, si andò formando una cerchia di artisti e scrittori che vi si incontravano fra la fine della guerra e gli anni Settanta. Montanelli e Soldati si incontravano alla Villa “Gli Olivi” di Luigi Biso ed Idina Fabbricotti, oppure al Concilio, o da Mario Guelfi, storico proprietario del ristorante da Ciccio La Capannina, con l’editore Giulio Einaudi.
E di qui passavano intellettuali, artisti e scrittori come Vittorini, Biso, Gadda, la Ginzburg, Fortini, Bassani, Quasimodo, Sereni, Pavese e grandi artisti come Treccani, Bertini, Marini, Carrà, Maccari, Tosi, Birolli e tanti altri. Proprio al Ristorante La Capannina ancora oggi è possibile ammirare una serie di stupende opere realizzate dai tanti artisti che hanno soggiornato a Bocca di Magra o si sono incontrati qui a partire dagli anni Sessanta ad oggi. Appena entrerete vi apparirà una stupenda, grandiosa e giocosa scultura in legno di Mario Ceroli della serie “Abachi”.
Si notano nella parte storica del locale opere di Treccani e Maccari, Brancusi e Fontana. Tanti sono gli aneddoti di quel periodo d’oro di Bocca di Magra: vengono raccontati nel libro “La capanna sul fiume” edito dalla casa editrice di Bocca di Magra “ La Capannina” dello stesso Mario Guelfi. Questo luogo, un vero e proprio luogo del cuore, accoglie insomma un pezzo della storia di cultura italiana, visto che nel tempo si è affermato come il ritiro artistico e goloso di pittori, poeti, scultori, scrittori, editori e intellettuali di chiara fama.
“Basta osservare le testimonianze che ne arricchiscono le pareti e le sculture che la abbelliscono- ci spiega lo scrittore Armando D’Amaro, noto collezionista ed esperto d’arte- La Capannina era nata nel 1951, per iniziativa di Domenico Guelfi, Ciccio era il suo soprannome. E la famiglia Guelfi ha continuato la sua opera, specializzandosi in una cucina sempre più di alto livello e conservando con amore quei cimeli straordinari del passato che grazie a loro ancora oggi possiamo ammirare”.
Lasciata la mitica Capannina sono salito ad ammirare un altro “luogo del cuore”: il Monastero di Santa Croce a Bocca di Magra, un luogo che racchiude un vero scrigno storico, architettonico, e naturalistico dove paesaggio, Fede e natura convivono in tutta la loro grandezza. Luogo meraviglioso sulla montagna che sovrasta Bocca di Magra nella villa Fabbricotti, con spiaggia ed un parco con addirittura due cammini, uno la Via Crucis e l’altro che riporta i quattro Misteri del Rosario.
La vista è mozzafiato i frati, le suore ed il personale sono gentili ed accoglienti. Padre Giustino è una persona davvero speciale e carismatica con la quale è un piacere discutere. Le camere sono semplici ed essenziali, ma c’è tutto il necessario. Attorno all’edificio principale si può godere di un parco delizioso di oltre 10 ettari e ben tenuto, che arriva fino al mare ed alla spiaggia privata. Imperdibile visitare la parte antica del monastero dove la tradizione vuole che Dante Alighieri abbia composto alcuni canti del Purgatorio e dove è ospitata la chiesetta che racchiude un toccante Cristo di legno. Fu il Cardinal Anastasio Alberto Ballestrero, nel 1952, alla guida allora dei Carmelitani Scalzi, a scoprire, comprare e strappare alla speculazione edilizia questo scorcio straordinario di Liguria e volle che diventasse quello che ancora oggi è: una casa di spiritualità.
Foto Rosa Daros
Claudio Almanzi
Martedì 4 novembre 2025 – Anno XIX