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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sig. Giovanni G. di Bagnacavallo (RA) che ha trasmesso tramite mail al sindaco di Portovenere a seguito di una “avventura” accadutagli lunedì 26 c.m. in un “Easy Park”. Ovviamente, per ragioni di privacy, abbiamo inserito soltanto l’iniziale del cognome di questo cittadino romagnolo che abbiamo  anche ascoltato telefonicamente. Al comune di Portovenere ora il diritto di replica che ben volentieri ospiteremo in questa rubrica.

 

 

Giovanni G.
48012 Bagnacavallo RA
xxxxxxxx@gmail.com

Spettabile
COZZANI Matteo
sindaco@comune.portovenere.sp.it
protocollo@pec.comune.portovenere.sp.it

e p.c.
CARASSALE Saul; Consigliere
SACCONI Francesca; Consigliere
TALEVI Franco; Consigliere
CARASSALE Fabio; Consigliere

e p.c.
Gazzetta della Spezia info@gazzettadellaspezia.com
Liguria Oggi redazione@liguriaoggi.it
LIGURIA 2000 NEWS redazione@liguria2000news.com
Il Secolo XIX laspezia@ilsecoloxix.it

Egregio sig. Sindaco,

Le scrivo per metterla a parte di un increscioso episodio occorsomi nella mattinata di lunedì 26 u.s.

Trovandomi a passare per il territorio del Suo comune, decidevo di fermarmi per qualche ora per visitare, almeno sommariamente, la città che Ella amministra. Mi apprestavo così, a ricercare un parcheggio per la mia auto, e, trovatolo in via OLIVO ricercavo un parchimetro per provvedere al pagamento della sosta; qui purtroppo inizia la mia disavventura.

Trovato un “Easy Park” (mai definizione fu più immeritata) lungo la stessa strada decido di provvedere con questo al pagamento della sosta; assieme a me si trovava sul posto una ragazza tedesca, accompagnata dalla sua famiglia, che dopo aver provato inutilmente per diverse volte a pagare la sosta con una carta di credito di uno dei circuiti abilitati, inseriva nell’apparecchio una banconota da cinque Euro; a questo punto la macchinetta emette uno scontrino, SOLO e COMPLETAMENTE in italiano che diceva di recarsi presso l’ufficio competente per ritirare il resto dovuto; senza nessuna altra indicazione utile. Ho inutilmente cercato anche io di pagare la sosta presso la stessa macchina, ma inutilmente, pur seguendo le indicazioni SOLO IN ITALIANO, presenti sullo schermo e sull’involucro della macchina, nulla succedeva.

A questo punto scusandomi con la turista e la sua famiglia mi allontanavo per cercare una seconda macchina, trovandola in uno slargo poco lontano.

Qui trovavo alle prese col pagamento una signora che dopo diversi, inutili, tentativi se ne andava imprecando. Provando a mia volta non approdavo a nulla, risolvendomi così a telefonare all’ufficio parcheggi al numero 0187 794847, erano le 11:15, avevo già “perso” ½ ora della mia già scarsa dotazione di tempo.

All’apparecchio mi rispondeva una signora, che mi passava un collega, che dopo 8 minuti e 40 secondi di tentativi (prema il tasto…, aspetta che appaia la scritta… deve accendersi la lucetta… passi la carta… no la strisci… no la appoggi… accidenti si è spento il terminale… provi ancora… ecc. ecc.) mi consigliava di passare dall’ufficio per pagare la sosta; davvero, passare dall’ufficio per pagare la sosta.

Dopo di me arrivavano due ragazzi spagnoli, ed ovviamente, stesso esito; nessuna possibilità di pagare la sosta.

A questo punto me ne sono andato a fare la mia passeggiata, ed ovviamente al mio ritorno, alle 12:45 trovavo sulla mia macchina una contravvenzione di 18 Euro, (Preavviso di Accertamento N. 23220652) lasciata da uno dei solerti ausiliari del traffico, che evidentemente non si preoccupano di far funzionare i parchimetri, ma sono bravissimi a far funzionare le macchinette per stampare le contravvenzioni.

Quando poi ho provato a telefonare alla Sua Polizia Municipale per informali dell’accaduto, l’operatrice che ha risposto mi ha detto che non era di sua competenza e mi stava ad ascoltare solo per gentilezza; peccato che il Preavviso di Accertamento venga emesso in nome e per conto del COMUNE DI PORTOVENERE – Polizia Municipale.

Ora, io mi chiedo e Le chiedo, una cittadina come la Sua che vive chiaramente di turismo, può permettersi una figura così meschina con i turisti appunto?

  • Terminali privi di chiare istruzioni,
  • Corredati di pittogrammi praticamente incomprensibili,
  • Con display solo in italiano,
  • Biglietti emessi solo in italiano,

Per non parlare poi della “squisita” gentilezza degli operatori telefonici; l’operatore dell’ufficio parcheggi ha concluso dicendo, testuali parole, “cosa vuole che ci faccia io, ci sono altri modi per pagare, venga in ufficio”.

Se questo è il servizio che le nostre città “turistiche” sanno offrire e l’immagine che sanno dare, allora abbiamo ancora ampi, anzi, ampissimi spazi di miglioramento.

Giovanni G.