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Chi segue programmi televisivi e relative pubblicità, social e altre sollecitazioni di questo nostro mondo assurdo in una maniera diversa da quella del passato, a meno di non essersi lasciato completamente plagiare, non può non rendersi conto, pur senza sottili analisi filosofiche e sociologiche, che viviamo una dimensione non più reale con informazioni e immagini in perenne mutamento che non permette significati ‘solidi’.

Un mondo sempre più liquido, come rimarcava già anni addietro Zigmunt Bauman, reso dall’IA ancor più pericoloso anche perché, sottraendo agli esseri umani il fare, sta conducendoli alla incapacità del pensiero autonomo che è preziosità massima. Bisognerebbe, per una serie di motivi che paiono volti alla distruzione dell’umanità, attivarsi, non per annullare l’IA, dato che presenta, nonostante tutto, aspetti positivi in tanti campi, ma per “disarmarla”, come sostiene Papa Leone XIV in Magnifica Humanitas, sua prima Enciclica.

Purtroppo viviamo ormai tutti, o quasi tutti, chiusi nella caverna di platonica memoria, con rappresentazioni che imprigionano, costringono a stare nel fallace, non permettono di uscire alla verità. Social Networks con la cultura del feticismo della immagine, Metaverso e Non Fungible Tokens (NFTs) con la condizione di vita irreale, quel valore-segno dato all’oggetto da status symbol e viralità mediatica non fanno che portare all’iperreale poiché la coscienza perde la capacità di distinguere la realtà da una sua simulazione. Sul problema si soffermò a lungo, sin dagli anni Ottanta dello scorso secolo, il filosofo francese e sociologo postmoderno Jean Baudrillard (1929-2007) in Simulacres et Simulation (1981). L’opera, non posta allora alla dovuta attenzione, è stata sul finire del secolo e nel nuovo millennio sempre più considerata per quel pensiero profetico in essa presente, di cui si appropiò anche la cinematografia. Basti menzionare film come The Truman Show (1998) Matrix (1999) Synecdoche e New York (2008). E basti ricordare in Matrix, davanti a un paesaggio smisurato con solo residui frammenti della realtà, il saluto di Morpheus al protagonista Neo: “Benvenuto nel Deserto del Reale!”.

Puntuale, oltre che profetica, l’analisi di Baudrillard della odierna società passivamente dipendente da simboli, narrazioni fallaci e virtuali che soppiantano le realtà e si impongono come unico strumento interpretativo. Contenuto annullato dal trionfo del contenitore! Con la società assuefatta e dipendente dalla mercificazione e dall’esposizione di ogni genere di avvenimento, tutto diviene iperreale: lavoro, amicizie e matrimoni, acquisti e persino gite, come in Paris world.  Ed in rilievo è il consumatore rispetto al produttore che deve nella nuova economia ingenerare bisogni e seguire le necessità individuali. Nel corso dei secoli, dal valore d’uso e dal valore di scambio teorizzati da Marx ne Il capitale , si è passati ora al valore segno, assunto in base alla capacità di comunicare status sociale, prestigio e identità al di là della utilità pratica; e, per quanto riguarda il simulacro, si è passati da quello copia della realtà ai simulacri in copie che possono rimpiazzare l’originale, sino agli odierni simulacri simulazione che hanno solo loro stessi come referenti divenendo modelli per determinare la realtà.

Mala tempora currunt sed peiora parantur, ripeteva, non sappiamo con certezza se Cicerone, come vien detto, oppure la plebe dell’antica Roma pensando a guerre, lotte politiche e ribollire sociale di quel tempo, prossimo alla fine della Respublica. Si è l’espressione ripetuta nei secoli ed è sempre parsa aderente ad ogni era. Come non ripeterla oggi noi, immessi come siamo in minacce di atomiche e droni, nel globo che piange ferite e nel nostro smarrimento della realtà? Eroi superstiti, andate sulla Luna, recuperate le ampolle del cerebrum smarrito, in primis quelle dei Leader mondiali!
Immagine Pixabay
Antonietta Benagiano
Giovedì 1 ottobre 2026 – anno XX