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(Adnkronos) – “Il morbillo non è una malattia infantile innocua e non appartiene al passato. È uno dei virus più contagiosi che conosciamo e può provocare complicanze importanti, soprattutto negli adulti, nei bambini più piccoli e nelle persone fragili. Nei primi mesi del 2026 le segnalazioni sono aumentate nettamente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e la fascia più coinvolta non è soltanto quella pediatrica: una quota importante dei casi riguarda adolescenti e giovani adulti, un dato preoccupante. Il problema riguarda in particolare una generazione di adulti che spesso non conosce con precisione il proprio stato vaccinale. Alcuni possono aver ricevuto una sola dose, altri non ricordano se siano stati vaccinati o abbiano avuto la malattia. Il messaggio oggi deve essere molto semplice: controllare il proprio libretto vaccinale”. Questo l’invito del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano. 

All’indomani della circolare con cui il ministero della Salute riaccende l’attenzione su sorveglianza e coperture vaccinali, Pregliasco ricorda che “per una protezione adeguata servono 2 dosi. Se non risultano effettuate o se ci sono dubbi, è opportuno rivolgersi al medico o ai servizi vaccinali per verificare se sia necessario recuperarle. Il morbillo è estremamente contagioso”, ribadisce il medico: “In una popolazione non protetta una singola persona può trasmettere l’infezione a molte altre. Proprio per questo anche piccoli gruppi di persone non vaccinate possono consentire al virus di continuare a circolare e generare focolai. Non dobbiamo aspettare che il numero dei casi diventi ancora più alto”, ammonisce l’esperto. “Il vantaggio, rispetto a molte altre emergenze infettive, è che abbiamo uno strumento di prevenzione estremamente efficace. Il problema non è la mancanza del vaccino, ma riuscire a raggiungere chi non è ancora adeguatamente protetto”. 

Il morbillo “può provocare polmonite, otite, diarrea grave e, più raramente, encefalite – sottolinea Pregliasco – Il virus può anche determinare una temporanea perdita di parte della memoria immunitaria acquisita contro altri agenti infettivi, fenomeno noto come ‘amnesia immunitaria’. Per questo il recupero delle vaccinazioni mancanti dovrebbe diventare una priorità non soltanto per i bambini, ma anche per adolescenti e adulti giovani”, insiste il past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International.  

“Quando ricompare una malattia prevenibile con il vaccino – continua il virologo – dobbiamo chiederci non soltanto quanti casi abbiamo, ma quante persone suscettibili sono ancora presenti nella popolazione. Il morbillo ci ricorda che le coperture vaccinali non sono un dato burocratico: sono una barriera collettiva che protegge soprattutto chi è più fragile. La risposta, quindi, non deve essere l’allarmismo, ma il recupero delle persone non protette: controllare lo stato vaccinale, completare le 2 dosi quando necessario e intervenire rapidamente intorno ai nuovi casi. Il morbillo è una malattia che potremmo controllare quasi completamente. Se torna a circolare non è perché ci manca uno strumento di prevenzione: è perché esistono ancora troppe persone che quello strumento non lo hanno utilizzato”, chiosa Pregliasco. 

 

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