Usa, stangata per Meta: dovrà pagare 567 milioni di dollari per danni piattaforme ai minori
- 7 Agosto 2026
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(Adnkronos) – Giovedì un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta di pagare oltre mezzo miliardo di dollari (567 milioni) in merito alle accuse dello Stato secondo cui il colosso dei social media avrebbe arrecato danni ai minori. A marzo, Meta era già stata condannata a pagare 375 milioni di dollari di risarcimento danni al New Mexico, dopo che una giuria aveva ritenuto l’azienda responsabile di aver messo in pericolo i minori, rendendoli vulnerabili ai predatori sulle sue piattaforme, oltre ad altri danni.
“Non siamo d’accordo con la sentenza e faremo appello”, ha dichiarato Meta giovedì in un comunicato rilasciato ad Afp. “Lavoriamo duramente per garantire la sicurezza degli utenti sulle nostre piattaforme e siamo stati trasparenti sulle sfide legate all’individuazione e alla rimozione di malintenzionati e contenuti dannosi”, ha aggiunto il colosso tech.
Il procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, aveva intentato un procedimento contro Meta – società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp – nel 2023, sostenendo che l’azienda non avesse protetto i minori dai pericoli online. Durante l’arringa finale, la procuratrice Linda Singer ha spiegato alla giuria che gli algoritmi di Meta avrebbero indirizzato gli adulti verso contenuti pubblicati da utenti adolescenti, mentre l’azienda nascondeva i risultati delle ricerche interne sui rischi per i più giovani.
A marzo, la giuria ha stabilito che Meta ha violato l’Unfair Practices Act (la legge sulle pratiche commerciali scorrette) dello Stato, ingannando i consumatori sulla sicurezza dei propri prodotti per i minori. “Questa causa ha sempre avuto come obiettivo la protezione dei minori, il sostegno alle famiglie e la garanzia che una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo non possa trarre profitto senza conseguenze da pratiche che mettono in pericolo i più giovani”, ha affermato Torrez in un comunicato diffuso giovedì. “La decisione di oggi è una vittoria per ogni genitore che si sia preoccupato degli effetti dei social media sui propri figli, e per ogni minore che merita di crescere più al sicuro online”.
Circa tre quarti del nuovo fondo da 567 milioni di dollari dovranno essere destinati alle cure per la salute mentale, con pagamenti distribuiti nell’arco di cinque anni. L’importo rimanente è ripartito tra programmi di “sensibilizzazione e prevenzione”, “screening e valutazione”, “orientamento, collegamento e coordinamento”, implementazione e monitoraggio. A seguito della sentenza, Meta ha affermato di rimanere “fiduciosa nel proprio storico di protezione degli adolescenti online e continueremo a difenderci dalle accuse che travisano i fatti”. Meta sarà inoltre tenuta a fornire al tribunale aggiornamenti semestrali sui propri sforzi per conformarsi alla decisione. Inoltre, la sentenza ordina a Meta di apportare modifiche ai propri prodotti, includendo un impegno costante per impedire l’accesso a Facebook e Instagram ai minori di 13 anni residenti nel New Mexico. La verifica dell’età per gli utenti dei social media sta diventando una policy sempre più diffusa tra i legislatori di tutto il mondo, sebbene la sua implementazione si sia rivelata complessa e problematica.
Nella sua sentenza, il giudice del New Mexico Bryan Biedscheid ha inoltre sottolineato che gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili a funzionalità progettate per massimizzare l’engagement, come l’autoplay, l’infinite scrolling, il conteggio dei “mi piace”, le notifiche push e le raccomandazioni degli algoritmi. Secondo la sentenza, alcune di queste caratteristiche di design implicano problematiche diffuse a livello di settore e questioni legate alla libertà di espressione. Tuttavia, il giudice ha ordinato a Meta di limitare le notifiche push e di contenere il tempo di utilizzo a 90 ore mensili, circa tre ore al giorno in media, per gli utenti under 18, oltre a nascondere il conteggio dei “mi piace”.
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