Terremoto 4.7 ai Campi Flegrei e sciame sismico, raffica di scosse
- 1 Agosto 2026
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(Adnkronos) –
Un terremoto di magnitudo 4.7 ha fatto tremare i Campi Flegrei. La scossa più violenta degli ultimi 40 anni ha provocato crolli a Pozzuoli, con diversi feriti (di cui due gravi. Paura a Napoli, stop ai treni, salta l’energia elettrica. La scossa violenta, registrata alle 19.46 del 31 luglio, non è un fenomeno isolato: in serata, alle 22, ecco un altro sisma di magnitudo 3.8. Migliaia di persone passano la notte fuori da casa temendo gli effetti di uno sciame sismico, confermato dalle scosse di magnitudo 2.7 e 3.1 prima di mezzanotte.
Dalle 19.46 di venerdì alle 2.07 di oggi, sabato 1 agosto, sono state 11 le scosse di terremoto superiori a un magnitudo di 2.0 rilevate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. E, dopo una pausa di oltre tre ore, altre cinque scosse sono state registrate oggi sabato 1 agosto. La più forte è stata quella delle 5.47 di magnitudo 3.1.
La circolazione dei treni nell’area del nodo di Napoli è tornata regolare verso l’1.30. “I treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno registrato maggiori tempi di percorrenza fino a 380 minuti e sono stati deviati su percorso alternativo”, ha spiegato Trenitalia aggiungendo: “I treni Alta Velocità hanno subito limitazioni di percorso. I treni Regionali hanno subito limitazioni di percorso e cancellazioni”.
“Nelle prossime ore è possibile che la sequenza sismica prosegua con altre scosse, come avviene normalmente dopo un evento di questa entità. Al momento non è possibile prevedere con certezza né il numero né la magnitudo dei terremoti che potranno verificarsi”, aveva avvertito Fabio Florindo, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), parlando con l’Adnkronos.
“L’Ingv mantiene attiva una sorveglianza continua, ventiquattro ore su ventiquattro, e tutti i dati – ha spiegato quindi Florindo – vengono analizzati in tempo reale. Eventuali cambiamenti significativi saranno immediatamente comunicati alle Autorità competenti e alla popolazione. Comprendo pienamente la preoccupazione dei cittadini – dice l’esperto – . Una scossa di questa intensità è stata avvertita in modo molto forte e può generare paura. Il mio invito – ha affermato – è quello di affidarsi esclusivamente alle informazioni diffuse dalle fonti ufficiali, evitando voci o notizie non verificate che possono alimentare inutilmente l’allarme. L’Ingv continuerà a garantire il massimo livello di monitoraggio scientifico e a condividere tempestivamente ogni informazione utile con il Dipartimento della Protezione Civile, le istituzioni e la popolazione”.
“Le scosse continueranno nei prossimi giorni, c’era già sismicità nei giorni scorsi, ad intensità minore. E’ lo stato in cui si trova la caldera flegrea negli ultimi 20 anni, l’attività è cresciuta negli ultimi tre anni: ci possiamo aspettare eventi del genere”, ha detto la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, all’emittente tv campana Canale 21. “L’accelerazione è stata molto forte, fino all’80-90% nell’epicentro, un’accelerazione più alta di quella di marzo 2025, è l’ 11esima scossa superiore a magnitudo 4, la causa è sempre il decassamento”, ha detto riferendosi al sisma di magnitudo 4.7.
Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania Lorenzo Benedetto ha evidenziato “diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici”.
“In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti – ha aggiunto – gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli. I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo – ha sottolineato Benedetto – rappresentano elementi di particolare fragilità. L’azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può contribuire a ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio, aumentando la probabilità di distacchi e crolli in occasione di eventi sismici anche di moderata entità. Per questo motivo è necessario rafforzare le attività di monitoraggio, rilievo e controllo delle pareti rocciose, aggiornare costantemente gli studi di microzonazione sismica e integrare le valutazioni geologiche nei programmi di prevenzione e nella pianificazione di protezione civile”.
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