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(Adnkronos) – Dopo le ultime dichiarazioni di Trump, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avverte che i negoziati tra Iran e Usa per un accordo finale “non inizieranno” se le minacce continueranno, citando il paragrafo 13 del Memorandum d’intesa con gli Stati Uniti.  

Araghchi ha aggiunto che “milioni di orgogliosi iraniani” si stanno radunando per i funerali del defunto Ayatollah Ali Khamenei. “Né loro né le nostre coraggiose Forze Armate si lasciano intimidire da alcuna minaccia”, ha detto su X. “Onorate la vostra firma”, ha aggiunto.  

La dichiarazione è arrivata dopo che Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo con l’Iran o “portato a termine il lavoro”. “Possiamo abbattere i loro ponti in un’ora, possiamo bloccare la loro fornitura di energia… Non hanno soldi adesso. Non abbiamo dato loro alcun denaro”,le parole ieri ai giornalisti nello Studio Ovale. 

 

Un nuovo round di negoziati a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti, con la partecipazione di esperti dei due Paesi e del Pakistan come mediatore, potrebbe tenersi nella capitale pakistana Islamabad il 14 e 15 luglio. E’ quanto riportato ieri dal Pakistan Observer che rilancia notizie non ancora confermate ufficialmente. Intanto in Pakistan è attesa, come annunciato ufficialmente nei giorni scorsi da Teheran, una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Interni, Eskandar Momeni. La visita dovrebbe concretizzarsi dopo il 9 luglio, al termine delle cerimonie per l’addio a Khamenei. 

 

Migliaia di persone si sono intanto radunate nella città santa iraniana di Qom per il quarto giorno di processioni funebri per l’ayatollah Ali Khamenei. Le spoglie del leader supremo, ucciso alla fine di febbraio il primo giorno della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sono esposte nella moschea di Jamkaran a Qom, città santa che ospita i santuari più importanti dell’Islam sciita. Le immagini aeree trasmesse dalla televisione di stato mostrano le strade di Qom, che conta circa 1,5 milioni di abitanti, gremite di persone in lutto. 

All’interno della moschea si svolge una funzione religiosa officiata da Abdollah Javadi-Amoli, un ayatollah di 93 anni e influente figura sciita conservatrice nella Repubblica islamica. Altre immagini televisive mostrano i partecipanti al lutto, tra cui religiosi con il turbante, che rendono omaggio alle bare di Khamenei e di quattro parenti uccisi insieme a lui, tra cui una nipotina di soli 14 mesi. 

 

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero intanto lanciato nella notte almeno due missili contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi, secondo cui due navi mercantili hanno subito danni significativi, ma non si sono registrate vittime. L’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime ha dichiarato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato sul lato sinistro mentre navigava in direzione sud a circa 8 miglia nautiche (15 km) a est di Limah, in Oman, provocando un incendio; non sono stati segnalati feriti né impatti ambientali. 

“I nostri missili e droni sono pronti a colpirvi”, avevano avvertito le Guardie Rivoluzionarie iraniane alle navi via radio durante il fine settimana, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, che cita una registrazione ottenuta dal giornale. Secondo il quotidiano americano, una delle navi prese di mira sembra essere la Al Rekayyat, una petroliera per il trasporto di gas naturale liquefatto di proprietà e gestita da Nakilat QGTS.QA, la divisione di trasporto marittimo dell’industria GNL del Qatar. Il Wall Street Journal ha aggiunto che la nave è stata colpita sul lato sinistro, nella parte superiore della sala macchine. 

“Incendio in sala macchine e piena di fumo. Impossibile valutare ulteriori danni. Tutto l’equipaggio è al sicuro e si è radunato sul lato di dritta”, ha riportato il Wall Street Journal citando una registrazione. La nave si trovava all’imboccatura dello stretto, nel Golfo dell’Oman, quando è stata attaccata. 

 

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