La Spezia, frode doganale da oltre 9 milioni
- 23 Settembre 2025
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Operazione congiunta Guardia di Finanza e Agenzia Dogane, scoperto sistema elusivo su importazioni di calzature

La Spezia. La Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno scoperto un articolato sistema di frode che ha permesso a due società del nord Italia di eludere diritti doganali e IVA per oltre 9 milioni di euro. L’operazione, condotta anche presso lo scalo mercantile spezzino, è stata denominata “Sottocosto” e ha portato all’accertamento di importi evasi in più di 280 operazioni doganali effettuate dal 2019.
Le verifiche sono partite da un’analisi congiunta dei rischi e da un controllo su un container proveniente dalla Cina. In quell’occasione i funzionari ADM e i militari delle Fiamme gialle hanno accertato che il valore dichiarato in dogana corrispondeva alle fatture emesse dal produttore cinese verso un importatore estero, con sede a Hong Kong o in Svizzera. In realtà, la merce risultava già venduta al destinatario italiano a un prezzo più alto, prima ancora dello sdoganamento.
Questo stratagemma ha consentito di ridurre in maniera artificiosa la base imponibile su cui calcolare i diritti di confine. Nel primo controllo il mancato pagamento accertato è stato di circa 7.500 euro. La ricostruzione a ritroso delle spedizioni ha poi rivelato l’utilizzo sistematico dello stesso meccanismo per anni, con un’evasione complessiva superiore a 8,6 milioni di euro tra dazi, IVA e interessi. Una parte di questi importi è già stata versata all’Erario, anche attraverso rateizzazione, per un totale di 1,4 milioni.
Un secondo filone di indagine ha coinvolto un’altra società attiva nello stesso settore della commercializzazione di calzature. In questo caso, le importazioni irregolari di scarpe provenienti dalla Cina hanno portato a evasioni per oltre 680 mila euro. L’importo è stato interamente saldato dopo gli accertamenti, insieme alle sanzioni previste.
Complessivamente l’operazione “Sottocosto” ha portato ad accertare diritti di confine evasi, comprensivi di interessi, per circa 9,3 milioni di euro. Di questa somma, 2,3 milioni sono già stati riscossi.
La Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno sottolineato il valore della collaborazione interistituzionale, rafforzata da un protocollo d’intesa operativo che permette di contrastare le frodi doganali e di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione Europea. L’azione congiunta conferma la centralità del porto della Spezia nei controlli doganali e la capacità di individuare schemi elusivi complessi legati al commercio internazionale.
Foto fornita dall’Ufficio stampa.
C. Folco
Martedì 23 settembre 2025 – Anno XIX




















