La poesia si fa soglia: l’Inferno
- 3 Maggio 2025
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In questa puntata di «Sapore di poesia» volgiamo lo sguardo all’Inferno: il regno delle ombre, apertura della Commedia, spazio del dolore e della pena, ma anche specchio delle passioni e dei destini umani. Un luogo che Dante trasforma in visione universale, fondendo realtà e simbolo.
Cerchio di fuoco
Urlo che pesa
ombra che resta
muro che stringe
fiume che scende
pena che arde
roccia che chiude
eco che torna
volto nascosto
passo negato.
La poesia adotta il blocco unico per evocare l’unità soffocante dell’Inferno: un respiro senza apertura, dominato da immagini di chiusura e peso. “Cerchio di fuoco” concentra il simbolo: luogo di pena e castigo. I versi successivi si alternano tra urlo e ombra, muro e fiume, a costruire una topografia di dolore. Il lessico è ridotto all’essenziale, con parole quotidiane rese simboliche dalla sequenza. La punteggiatura è assente, tranne il punto finale, secondo la regola di soglia. “Eco che torna” indica ripetizione infinita, “volto nascosto” la perdita di identità, “passo negato” la condizione definitiva di impossibilità. Il tono resta impersonale, senza io né tu: non confessione, ma scena universale. Il ritmo breve e serrato dei versi dà corpo al senso di costrizione che è l’essenza stessa dell’Inferno.
Per contatti: zv.bolciani@liguria2000news.com
Zeno V. Bolciani
Sabato 12 aprile 2025 . Anno XIX





















